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Benassi, riecco l’Udinese. Mondo capovolto in un anno. Da capocannoniere a comprimario

Un anno fa contro l’Udinese Benassi segnò il gol vittoria e si prese il titolo di capocannoniere provvisorio del campionato. Oggi è solo un comprimario. E con un Castrovilli così sarà dura invertire le gerarchie

UN ANNO FA Era settembre 2018 quando Marco Benassi segnava il gol vittoria contro l’Udinese, il suo terzo in due giornate, si prendeva la nazionale, e portava la Fiorentina a due successi su due gare in campionato. Mancava ancora la gara di Marassi, rinviata per il crollo del Ponte Morandi, ma dopo la doppietta al Chievo e con il gol all’Udinese il centrocampista viola era il capocannoniere della Serie A.

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Tanto che si sprecavano le battute sul confronto con un appena arrivato in Italia Cristiano Ronaldo, ancora fermo a quota 0. Un anno dopo, e nonostante abbia chiuso la stagione scorsa con il ‘titolo’ di capocannoniere della Fiorentina in Serie A con 7 reti (più 2 in Coppa Italia), per Marco Benassi il mondo si è capovolto.

RIECCO L’UDINESE, MONDO CAPOVOLTO Riecco l’Udinese per la Fiorentina, e per lo stesso Benassi. Che 11 mesi fa stava toccando il picco più alto della sua esperienza viola, e forse anche della carriera. Ma stavolta, per lui, così come è accaduto in tutte e sei le giornate di campionato giocate fin qui, al fischio d’inizio anche di Fiorentina-Udinese si accomoderà in panchina.

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Titolare, infatti, lo è stato solo col Monza in Coppa Italia. E non andò benissimo. Non tanto per qualche errore di troppo sotto porta, come in America dove col Benfica sbagliò un gol a porta vuota. Ma soprattutto perché in quella zona del campo servono altre caratteristiche per la nuova concezione di gioco di Montella.

Non è un caso che Gaetano Castrovilli si sia imposto in maniera così dirompente. Alle doti di inserimento che ha nel repertorio Benassi, il talento pugliese ci ha infatti aggiunto anche tecnica, visione di gioco, e presenza costante nelle fasi della partita.

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Spesso e volentieri, infatti, una pecca dell’ex Toro stava nel fatto che per lunghi tratti delle partite spariva completamente dal gioco dei suoi. E in questa nuova Fiorentina, nuova per idee, concezione di gioco, ma soprattutto per ambizioni, la costanza è fondamentale.

DA CAPOCANNONIERE A COMPRIMARIO Adesso riecco l’Udinese, per lui.

Un po’ di malinconia sicuramente la proverà il buon Benassi nel ripensare a quei momenti di un anno fa quando era capocannoniere in Serie A, mentre adesso è solo un comprimario. In estate, il suo nome, era rimbalzato anche in ottica Udinese, nei giorni in cui i friulani potevano vendere Fofana e la Fiorentina puntava De Paul.

Ma poi non se ne fece di nulla. Anche la Samp ci aveva pensato, ma Praet, che voleva Daniele Pradé, disse di no ai viola e alla fine Benassi è rimasto. E con un Castrovilli che è in ascesa esponenziale, sia in maglia viola che in ottica nazionale, per l’ex Torino riprendersi una maglia da titolare sarà dura.

Anche su una crescita di Benassi stesso dovrà lavorare, comunque, Vincenzo Montella. Perché quando vuoi stare a certi livelli anche le alternative e i sostituti sono fondamentali.

IN BILICO Intanto già a gennaio il suo nome potrebbe tornare di moda in ottica uscite.

Sempre che in entrata Daniele Pradé riesca a completare un mosaico che proprio in quella casella del campo è rimasto un po’ monco.

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