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Barone: "Lavoro per la Viola del futuro. Task force stadi: ecco cosa chiediamo. Franchi..."

Il direttore generale della Fiorentina parla in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui racconta le idee viola per ripartire dopo al crisi.

«Sono nato a Pozzallo, il paese di Giorgio La Pira. Un uomo che ha fatto grandi cose per Firenze. Non sono, ovviamente, a livello dell’ex Sindaco ma, grazie a Rocco Commisso, pure io vorrei lasciare qualcosa a una città che ho amato dal primo giorno».

Joe Barone vive barricato nella sua stanza d’albergo insieme al figlio Giuseppe. Il direttore generale della Fiorentina ha la sensazione che la tragedia del coronavirus cambierà tutto. Parla così a La Gazzetta dello Sport. DOLORE.

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Più di 12.000 morti solo in Italia. «Provo un dolore incredibile, non solo per Firenze o l’Italia, ma per tutto il mondo. Stiamo vivendo legati a bollettini che annunciano dati drammatici. Paura e speranza sono le prime sensazioni di ogni mattina.

Rimane la tristezza nel vedere scomparire le persone anziane, la memoria di tante famiglie. Il suono delle sirene che arriva da fuori è un altro momento molto triste». LA VIOLA DEL FUTURO. Come passa le giornate insieme a suo figlio?

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«Siamo sempre in collegamento col resto della famiglia che è a New York, mia figlia Gabriella fa l’infermeria e ciò mi spaventa e mi inorgoglisce. Grazie alla tecnologia lavoro tanto per la Fiorentina di oggi e per quella del futuro.

 Poi c’è la task force sulle infrastrutture che mi tiene impegnato». STADI. Nuovi stadi e infrastrutture: la sfida del futuro. «Dobbiamo proporre al Governo e alle istituzioni del mondo del calcio una serie di rivisitazioni di leggi o concetti che permettano a tutti di arrivare a essere competitivi e di sognare e sperare di poter prima o poi conquistare qualcosa.

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Un aiuto potrebbe arrivare da una nuova Legge sugli stadi. Non stiamo chiedendo soldi a favore degli imprenditori. Chiediamo di poter snellire il percorso. Faccio un esempio, il Franchi potrebbe essere la casa della Fiorentina ma dovrebbe essere ricostruito.

Si possono rimuovere certi vincoli della Sovrintendenza? Altrimenti il Franchi rischia l’abbandono, come è successo per il Flaminio. E, ancora, bisogna permettere ai Sindaci di operare con maggiore libertà per il miglioramento di un’area senza incorrere nel rischio di essere accusati di aver sprecato risorse pubbliche.

Realizzare nuovi stadi e nuove infrastrutture è una grande opportunità per le città. Andate a vedere cosa era la zona di Amsterdam prima che venisse costruito l’impianto dell’Ajax. E come è stata rilanciata la zona di Barcellona dove è nato il Camp Nou.

Abbiamo bisogno di stadi che vivono 7 giorni su 7. Chi investe dovrà avere una squadra importante o sparirebbero abbonati e presenze».

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