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Balotelli, niente rimpianti: era nei piani di Commisso, ma fu bocciato

L'attaccante sarà al Franchi domenica ma da avversario: in estate la nuova Fiorentina aveva pensato a lui, ma andò poi al Brescia.

Quell’attaccante (svincolato e quindi a costo zero) e quelle garanzie (sulla qualità) del ct della Nazionale, Mancini erano un biglietto da visita eccellente per inventarsi il primo colpo a effetto. Dopo la festa per l’acquisto della società, Rocco Commisso voleva consegnare alla Fiorentina e a Firenze il primo colpo.

A sorpresa e a effetto, magari, e il nome di Mario Balotelli sembrava sommare bene insieme queste due esigenze. Quando domenica SuperMario sbucherà al ’Franchi’ sarà impossibile non pensare come sarebbero potute andare le cose se la scena fosse stata ripresa dall’angolazione opposta, ovvero Balotelli in viola, magari accanto a Chiesa o (tornando alle sfide di inizio stagione) in un tridente con Federico e Ribery, scrive La Nazione.

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IL NO DI PRADE'. Questo era uno dei progetti di Commisso, progetto che però finì infranto dopo il primo giro di riunioni di mercato, quando al tavolone della proprietà americana arrivarono pareri contrastati sulla tenuta di Balotelli in un gruppo (come quello viola) che stava nascendo a piccoli passi e che a piccoli passi si sarebbe dovuto avventurare in una stagione dal pronostico complicato.

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Balo piaceva, certo, ma le referenze su di lui non erano un granché. Anzi. Così, ecco partire il lavoro minuzioso di Pradè che pur conoscendo il talento di Balotelli ne conosceva (forse) anche i limiti per metterlo subito al centro di un progetto accattivante ma oggettivamente complesso, come la nuova Fiorentina.

AL BRESCIA. Da lì a poco l’obiettivo SuperMario fu messo in un angolo e con esso i tentativi del suo manager che aveva provato di tutto per spingere l’attaccante in direzione di Firenze. E Balotelli andò poi al Brescia, avversario domenica dei viola.

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