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Badelj maestro in regia: la Fiorentina ha una guida sicura

Sul Corriere dello Sport - Stadio si evidenzia la bella prova di San Siro del centrocampista croato. Con sguardo anche al passato.

Che ruolo complicato quello di regista nel calcio. Lì dove non basta solo rompere come fa il mediano, neppure portare fantasia al gioco d’attacco.

E non basta nemmeno avere solo «gamba» per trascinare avvicinando i reparti. No, devi... pensare, individuare le «traiettorie» avversarie, devi avere l’idea della costruzione del gioco, devi essere un direttore d’orchestra che conosce i ritmi, i tempi giusti.

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Domenica la Fiorentina ha disputato una splendida gara a San Siro. Certo merito della classe infinita di Ribery, della tenacia di Castrovilli e della forza e del dribbling di Chiesa, ma... se Badelj comanda, la squadra viola costruisce e vince.

Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

Il dubbio era sulla coesistenza tra il croato e Pulgar, Montella ci ha sempre creduto. Badelj è tornato in cabina di regia. Non è veloce? Vero, ma quando interpreta bene la gara rende veloce la palla.

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E poi «intuba» il gioco avversario, è sempre lì, dove passa il pallone. Il croato ha momenti top e altri grigi, ma il suo ruolo è esattamente quello del regista. E quando la Fiorentina, pur spendendo, ha sbagliato il regista è stata quasi una catastrofe calcistica.

Ricordiamo il caso di D’Agostino e quello di Bolatti.

PASSATO. In passato la Fiorentina ha avuto il professore dei registi: Giancarlo “Picchio” De Sisti. Eraldo Pecci giocava con il numero 8 ma faceva il regista. Regista con i fiocchi Carlos Dunga, che faceva ripartire l’azione cercando Baggio, con il suo esterno martellante.

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Anche Rui Costa, trequartista, nella gestione della Fiorentina di Malesani venne provvisoriamente portato alla regia. Poi Liverani, che intercettava senza andare il pressione, sapendo in anticipo quale sarebbe stato lo sviluppo dell’azione.

Quindi i tempi di Montella e l'arrivo di Pizarro.

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