Antognoni: "Mai vissuto niente di simile, situazione complicata. Fiero di Commisso"
Il Club Manager della Fiorentina ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport-Stadio dove parla del momento che sta vivendo la squadra
Queste le parole di Giancarlo Antognoni: «Come la maggior parte delle persone, sono rimasto a casa. Cerco di tenermi impegnato e nel frattempo ascolto le notizie che arrivano dai telegiornali e dai giornali. È una situazione complicata sicuramente, cerchiamo di seguire le indicazioni che sono state date dalle istituzioni e speriamo di superare presto questa situazione perché vedere e andare a letto la sera con le immagini e le informazioni che si ricevono è una prova difficile per tutti».
Anche la Fiorentina è stata colpita. Come ha detto lo stesso presidente Commisso, molti hanno contratto il virus. Come stanno i dipendenti contagiati da questo nemico invisibile? «Ovviamente ci siamo preoccupati e lo saremo ancora finché la situazione non tornerà alla normalità, però devo dire che le notizie che ci sono arrivate da subito sui nostri atleti ci hanno subito rincuorato, oggi stanno tutti bene e questo è quello che conta.
I nostri calciatori stanno cercando di superare questo periodo seguendo le indicazioni dello staff medico e quelle, per chi può, dello staff tecnico».
Ovviamente tutti sognano che tutto finisca. Come si immagina il giorno della ripresa o siamo ancora troppo lontani?
«Le istituzioni del calcio e i club stanno analizzando la situazione, confrontandosi, cosa più importante, con i vari medici dei club. Seguiremo le indicazioni che ci verranno date, anche perché siamo sicuri che tutti stanno lavorando guardando soprattutto all’interesse della salute dei calciatori e degli staff.
Per ora noi non possiamo fare altro che aspettare».
Questo stop, almeno «rischia» di essere un alleato per quei giocatori in fase di recupero, che escono da in infortuni e da recupero fisico. Pensiamo per esempio a Kouame a Ribery.
Come stanno? E di quanto tempo hanno ancora bisogno prima di ritornare a disposizione? «Sì è vero, ma onestamente non è una cosa a cui stiamo pensando in questo momento, oggi dobbiamo guardare alla salute di tutti, non solo a quella dei nostri atleti».
Mentalmente, che cosa significa staccare per un periodo così lungo?
E poi farsi ritrovare pronti a rimettersi nel campionato? «Non è una situazione facile. Quando ripartiremo le squadre risentiranno sicuramente di questo periodo di stop. Non sarà proprio come ripartire dall’inizio, ma quasi. È una situazione particolare, ma tutte le squadre dovranno farci i conti.
Ho vissuto tantissime situazioni nella mia carriera di calciatore prima e dirigente poi, ma onestamente questa è una circostanza nuova per tutti. Come detto, è una cosa che va al di là del calcio e che coinvolge tutti. Sono sicuro che i nostri calciatori, da professionisti quali sono, sapranno gestire al meglio, sia a livello fisico che psicologico, questo momento».
Come scivola la giornata dei calciatori?
Come la riempiono, come mantengono i rapporti con compagni e staff? L’appuntamento fra di voi è in video-conferenza? «I nostri ragazzi sono a casa e stanno seguendo le indicazioni dello staff sanitario. Ovviamente Beppe Iachini e il suo staff tecnico è in continuo contatto con loro, l’obiettivo è cercare di avere calciatori già pronti, sia fisicamente, che mentalmente, quando ripartiremo.
Dobbiamo sempre pensare di poter essere in grado di affrontare in ogni momento qualsiasi variazione di programma».
Eccoci alla battaglia sul campo contro questo nemico invisibile, la battaglia per Firenze e per tutto il Paese.
Cosa significa sapere che con l’iniziativa del patron Commisso è stato possibile già acquistare ventilatori e letti per la terapia sub-intensiva? «Sono molto fiero di quanto fatto dal Presidente e dalla Fiorentina. È stato un segnale fortissimo che sottolinea, ancora una volta di più, il legame tra questa proprietà e Firenze.
Colgo l’occasione per ringraziarlo per l’iniziativa “Forza e Cuore”. Non solo ha donato una cifra importantissima, ma è riuscito a coinvolgere una parte importante della tifoseria e della città. Abbiamo raggiunto la cifra che ci eravamo prefissati, ma non vogliamo fermarci».
Con le due fondazioni, Careggi e Santa Maria Nuova, di fatto, state aiutando tutti e 13 gli ospedali locali.
Che sfida è, questa, per la Fiorentina? Questa è una città che da sempre è stata legatissima ai propri punti di riferimento e, appunto, ai suoi ospedali, insomma alla battaglia per la salute di tutti. «Era importante dare una mano a tutta la città e far sentire ancora più vicino, soprattutto ora, il club ai nostri tifosi e a tutta Firenze.
È una sfida importante che possiamo dire, ora che abbiamo raccolta la cifra prevista, abbiamo vinto. Adesso però proviamo a stravincere questa partita, per cui invito chi non lo avesse già fatto, coi mezzi che ha a disposizione, di continuare a contribuire alla raccolta fondi e ad aiutare concretamente i nostri ospedali, sarà come restare uniti e lottare insieme, città e ambiente per un brande obiettivo comune».


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