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Antognoni e la fascia di Astori: "Complimenti alla società e a Firenze"

Dopo la deroga della Lega per la fascia di Davide Astori, il club manager della Fiorentina ha commentato la decisione presa in ricordo del 'Capitano'

La Lega calcio ha deciso di rispettare i sentimenti di una città, di una squadra e di una società. Era evidente che finisse così, anche se con quel mondo non si sa mai. Ma se la Lega di serie A non avesse dato la deroga alla Fiorentina per la fascia dedicata a Davide Astori, il giorno dopo si sarebbero dovuti tutti dimettere per manifesta insensibilità.
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Buon senso, quindi. Ma serviva un passaggio ufficiale. Insomma, dovevano provare a uscirne in maniera dignitosa. E, alla fine, così è stato.

Pezzella potrà tenere al braccio la fascia dedicata a Davide. Una sola deroga per tutta la serie A, ma quella che serviva per non fare l’ennesima brutta figura.

German Pezzella, su instagram, ha detto la sua: «Non si tratta di andare contro una regola, si tratta di andare a favore dei sentimenti di una squadra e di un’intera città. Grazie alla Lega per averci permesso di continuare con questo simbolo che rappresenta così tanto per tutti noi, perché ovunque andremo, Davide andrà con noi».

E Giancarlo Antognoni, l’unico dieci, il “capitano” che alla Fiorentina ha dato tutto ciò che aveva, è felicissimo per questa decisione che premia la testardaggine di una città e di una squadra che non hanno mai avuto intenzione di mollare il colpo.
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Dice il club manager: «Sono molto contento. La fascia di capitano ha sempre un significato importante, ma a Firenze, dopo la tragedia che ci ha colpito, ha assunto un valore altamente simbolico e per noi irrinunciabile». Poi, ancora: «Credo che in questa occasione vadano fatti i complimenti a tutta la società per come ha difeso le ragioni del club e di tutta la città, e anche alla Lega che ha dimostrato buon senso e capito le motivazioni.

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La fascia che ha indossato Davide rappresenta il suo ricordo, ma è anche l’emblema degli insegnamenti e dei valori umani che ci ha lasciato e credo sia giusto e doveroso che resti al braccio del capitano».

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