Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Ancora rimpianti, la 'maledizione' continua. Ultimo posto e risultato obbligato con la Samp

La Fiorentina si ritrova ultima in classifica, tra attenuanti e una negatività che continua da mesi. Serve assolutamente la vittoria scaccia-crisi.

Come una maledizione. Un'aria di negatività che toglie alla fine serenità ad un gruppo rinnovato per 18 elementi e ad un ambiente che pure è trascinato dal cambio di proprietà. Ma le 18 partite di fila senza vittorie in campionato (11 per Montella) segnano un legame ancora forte con il drammatico finale della scorsa stagione.

Il 2-2 acciuffato in extremis dall'Atalanta a Parma conferma la situazione: Fiorentina che pur in sofferenza nel gioco tiene botta concedendo poco o nulla in area ai vari Zapata e Muriel, ma con il gol di Ilicic si scioglie come neve al sole.

sponsored

Paura e gambe che tremano prendono il sopravvento su una prestazione più che positiva per 75 minuti, con la terza forza dello scorso campionato a rincorrere. Dopo l'1-2, il pareggio sembrava quasi inevitabile. Tanto che dopo il gol cancellato dal Var è arrivato comunque il 2-2 di Castagne.

Come una maledizione che strozza l'urlo di liberazione che era già lì, pronto a scacciare la lunga crisi. ANCORA RIMPIANTI. E invece siamo ancora a parlare di rimpianti, di una squadra che per 95 minuti era sopra contro una delle migliori squadre d'Italia ma che deve ancora rimandare l'appuntamento con la vittoria.

sponsored

Di un allenatore (ultima vittoria in un campionato a marzo 2018, poi anche per lui 18 gare senza successi tra Siviglia e Fiorentina) che prima indovina l'assetto tattico e l'interpretazione di gara, poi finisce sul banco degli imputati secondo molti per i cambi dalla panchina, anche se sia Ribery, sia Chiesa che poi Dalbert sono usciti per problemi fisici (con gli ingressi di Boateng, Vlahovic e Venuti che non hanno affatto pagato, anzi).

sponsored

E l'onda di entusiasmo per il ciclone Commisso si arresta quindi un altro po', in attesa davvero della vittoria che possa scacciare via i fantasmi e far ricominciare realmente la nuova storia viola. Perché poi le 18 partite di fila senza successi rappresentano davvero, appunto, un record storico in negativo: mai era successo in 93 anni.

BEFFA. E beffa nella beffa, anche Federico Chiesa si è visto togliere il suo gol dalla Lega, che ha assegnato ufficialmente autorete a Palomino. Una rete che ha comunque portato Fede ad un'esultanza liberatoria, dopo sei mesi e mezzo di digiuno.

Ma che ufficialmente lo lascia ancora a zero nella casella gol fatti, per le nuove interpretazioni della Lega (il tocco del difensore nerazzurro è considerato come un rinvio errato). Resta, comunque, lo splendido assist per il gol magnifico di Franck Ribery.

Il primo in maglia viola, con colpo perfetto in un'azione da manuale. Un'intesa che ha rimandato le discussioni sull'esigenza di vedere dall'inizio una punta di ruolo. Quando Montella ha tolto i due 'fuori categoria' davanti, per mettere Boateng e Vlahovic, la Fiorentina è poi crollata.

ATTACCANTI. A proposito di punte, potrebbe arrivare almeno un cambio davanti contro la Sampdoria. Una gara da non sbagliare, un avversario ben diverso da Juve e Atalanta affrontate nelle ultime due partite. Da valutare il recupero di Chiesa e Ribery, entrambi usciti col fiato corto, ma inevitabilmente la gara contro Di Francesco porterà Montella a dare più peso all'attacco.

Si rinnova così il ballottaggio tra il ghanese e il serbo, fin qui a segno solo da subentrati (Vlahovic con il Monza, Boateng con il Napoli). Si andrà anche verso un nuovo assetto o Montella confermerà comunque il 3-5-2? L'allenatore ci pensa, ma è orientato a dare continuità all'impostazione che, secondo il tecnico, ha portato a belle prestazioni tra Juve e Atalanta.

DA VINCERE. Un turno infrasettimanale cruciale: la Fiorentina si ritrova ora all'ultimo posto, con 2 punti in 4 gare, mentre la Samp è appena più su a quota 3 dopo la vittoria con il Torino. Fa male guardare la classifica adesso, prima dell'inizio tutti sapevano che sarebbe stata complicata fino ad ottobre, ma ora c'è necessità di fare punti.

E trovare la vittoria. Per la classifica, per il morale, per l'autostima. Per rompere la maledizione. Serve qualcosa in più da parte di tutti, specie dai più esperti. Oltre alla spensieratezza e alle forze fresche dei giovani.

La Fiorentina può ricominciare solo con una vittoria, non c'è altra via. E allora anche i due punti contro Juve e Atalanta (che potevano essere anche sei) potrebbero avere altro significato. Samp e Milan, al Franchi e a San Siro.

Quattro giorni per portarsi fuori dalle sabbie mobili. E togliersi da quel fastidioso ultimo posto.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento