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Ancora punto di forza: Drago e la difesa, solidità oltre il mercato

In continuità con la passata stagione, Iachini ha basato la prima vittoria dell'anno sulla tenuta difensiva. Al di là delle voci di mercato

Premessa: il Torino di Giampaolo è ancora evidentemente un cantiere aperto. Anche, e soprattutto, nelle idee offensive. Ma ciò attenua solo in parte i meriti, altrettanto evidenti, della fase difensiva viola nella partita di sabato al Franchi. Sei tiri totali concessi ai granata, tre nello specchio e una sola, vera parata di Dragowski su Berenguer.

La Fiorentina, insomma, è ripartita dal suo punto di forza della scorsa stagione. Laddove aveva poggiato la sua risalita dalla zona retrocessione al decimo posto. NESSUNO COME BEPPE. Del resto, Iachini era partito proprio da dietro nel rimettere in sesto la squadra.

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Tanto che nelle 21 partite dello scorso campionato sotto la sua guida tecnica, la Fiorentina aveva subito appena 20 gol (con porta inviolata in 8 occasioni). Risultato: miglior rendimento difensivo in quel parziale di 21 partite così come nell'intero girone di ritorno di Serie A.

Numeri alla mano, da quando è arrivato Beppe, nessuno ha subito meno gol della Fiorentina. Certo, il rovescio della medaglia è rappresentato dalle difficoltà offensive, dalla scarsa vena realizzativa che in qualche modo si è vista anche nella prima giornata di questo campionato.

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Ma avere una difesa solida, si sa, è spesso un'ottima base per costruire un campionato importante. PIU' ALTI. Con meno 'ansia da retrocessione', con un assetto comunque più offensivo, la Fiorentina contro il Torino ha difeso bene anche se in maniera diversa rispetto al recente passato.

Non una squadra schiacciata indietro come in altre occasioni, ma baricentro più alto (sui 55 metri anche in fase di non possesso, i granata erano sui 40 metri invece) e personalità nel tenere lontani dalla porta Belotti e Zaza.

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Milenkovic, Ceccherini e Caceres hanno fatto sentire il fisico, e come, quando necessario: chiedere alle due punte granata. Di fatto, a parte l'azione estemporanea che ha portato al tiro di Berenguer, il Torino si è reso pericoloso solo sui due palloni persi malamente da Ribery e Biraghi.

'TOSTI'. E Dragowski, al rientro dopo aver saltato le ultime 6 partite dello scorso campionato, si è fatto trovare prontissimo. Reattivo nelle uscite e in quella parata su Berenguer: doti che aveva messo in campo anche nel suo primo campionato da titolare in viola.

Terracciano, ottimo nello scorso finale, si è momentaneamente accomodato in panchina, ma l'impressione è che i due portieri si possano aiutare a vicenda per tenere alta la tensione e migliorarsi. E nella linea difensiva, sabato mancava capitan Pezzella, ma Ceccherini non ha praticamente fatto sentire la mancanza.

Caceres e Milenkovic si sono confermati due 'tosti', Duncan ha dato ottima copertura in mezzo al campo. Così come in qualche occasione Chiesa, specie nel primo tempo. AL DI LA' DEL MERCATO. Una solidità ribadita al di là delle voci di mercato.

Del resto, la prima richiesta di Iachini era stata chiara: tenere in blocco l'impianto difensivo che aveva dato garanzie. Commisso ha tenuto duro su Milenkovic, nonostante il contratto in scadenza 2022 e il pressing di Ramadani per portarlo altrove.

Anche Pezzella ha avuto (e ha) diverse richieste, ma l'impressione è che sia destinato a restare. Ceccherini piace a Verona, Bologna e non solo, ma come alternativa ha dimostrato di poterci stare. Lo stesso Dragowski, a metà agosto, non era così certo di restare, ma pronti via ha dimostrato di avere la testa fortemente concentrata sui pali viola.

Un bel modo per ripartire. Anche perché sabato c'è l'Inter a San Siro. I vari Lukaku e Lautaro Martinez, bocche di fuoco del 2° miglior attacco del passato torneo, saranno senz'altro clienti scomodi per Milenkovic e compagni.

Un altro bel banco di prova.

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