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Ancora Dragowski: "Iachini ha creduto in me. La Fiorentina la mia Nazionale"

Seconda parte dell'intervista al Corriere dello Sport-Stadio del portiere viola

La seconda parte dell'intervista di Dragowski parte dall'arrivo in panchina di Beppe Iachini: "Avevamo ambizioni più importanti ma c'è ancora tempo per raddrizzare la classifica". Cosa vi ha dato Beppe Iachini? "Tutti gli allenatori sono diversi.

E lo dico con il massimo rispetto per chi c'era prima, Montella. Iachini è uno che urla tantissimo durante la gara. Meglio non avvicinarsi troppo, non si sa quello che potrebbe fare (ride n.d.r)". Cosa hai pensato quando è arrivato alla Fiorentina?

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"Mi ha chiamato subito dopo la firma del contratto. E' stato lui a volermi a Empoli, ha il merito di aver creduto in me. Sia chiaro, mi è dispiaciuto per l'avvicendamento in panchina, ma sono felice di aver ritrovato Iachini".

Castrovilli e Ribery sono due assenze pesanti per voi? "Sono giocatori straordinari. Ribery è un fuoriclasse che dal niente può inventarsi qualcosa. Castrovilli si sta rendendo protagonista di una stagione incredibile. Nella sua posizione è il migliore in Italia".

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Sei mai stato chiamato per la Nazionale polacca? "No, da nessuno. Ma la mia Nazionale, adesso, è la Fiorentina". Idolo? "Sono cresciuto con il mito di Arthur Boruc (anche ex Fiorentina, n.d.r.). Mi ha sempre affascinato la sua personalità e i movimenti con cui si rendeva protagonista in porta".

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