Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Anche Ribery è umano: va gestito meglio. Faro della squadra finché ha retto

Il campione francese all'Olimpico ha trascinato la Fiorentina fin quando aveva benzina, poi è calato e i viola sono andati in apnea

Da Fiorentina-Brescia e quella grande prestazione senza l’acuto del gol, al match dell'Olimpico in cui ha incantato tutti con un gol da campione. Franck Ribery è tornato ad alti livelli, ha ancora tantissimo da dare al calcio in generale e alla Fiorentina in particolare.

Anche all’Olimpico, fino a quando il fiato lo ha sorretto – veniva da 90 minuti giocati lunedì alla ripresa del campionato e soprattutto dopo il lungo stop per infortunio – è stato il faro della squadra. L’uomo a cui dare in pallone per uscire a distendersi e a far male agli avversari.

sponsored

Una sensazione di onnipotenza calcistica; o meglio di superiorità disarmante ogni volta che puntava l’avversario sulla corsia di sinistra per poi rientrare sul destro, il suo marchio di fabbrica in Germania e qui a Firenze, scrive La Nazione.

AUTONOMIA. Poi la seconda partita ha iniziato a pesare sulle gambe, ma non sulla velocità di pensiero e anche senza grandi guizzi fisici ha cercato di gestire la sua prestazione. Questa sarà un’ulteriore molla per lavorare con determinazione per aumentare la sua autonomia.

sponsored

Ma a Ribery il lavoro non spaventa: un esempio per i giovani che lo hanno visto allenarsi dopo essere rientrato a notte fonda dopo una trasferta o alzarsi all’alba e presentarsi al campo di allenamento prima di tutti.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento