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Anche la sorte non dà una mano alla Fiorentina. Con l’Inter serve il miracolo per evitare di finire nel baratro

Contro l'Inter servirà un miracolo. E l'infortunio di Ribery non dà una mano a Montella e alla Fiorentina. Serve invertire da subito il pericoloso ultimo trend

In questo momento così delicato alla Fiorentina non poteva che giovare il ritorno di Ribery. Il campione al quale affidarsi per uscire dal tunnel nel quale squadra, tecnico e piazza sono pericolosamente entrati un mese e mezzo fa.

Ed invece, anche la sfortuna ci si è messa di mezzo togliendo un altro appiglio di speranza in vista della gara di domenica contro l’Inter. I rientri di Pezzella e Badelj sono sì importanti, ma l’operazione che dovrà sostenere il francese è una mazzata gigantesca per Firenze e per la Fiorentina.

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ERRORI E SORTE AVVERSA Se il mercato di gennaio si chiama di riparazione, mai come in questa sessione ormai alle porte la dirigenza viola ne avrà di falle da tappare. Dalla mediana che non fa né gioco né interdizione all’attacco che non segna mai, e servirà correggere il tiro da subito.

Errori ne sono stati commessi fin troppi. Di valutazione, da parte di chi questa rosa l’ha allestita, di scelte tecnico tattiche da parte dell’allenatore che li allena e li manda in campo, ma anche da parte di molti singoli che non hanno reso per quello che era lecito attendersi.

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Ed anche la proprietà che forse ha sopravvalutato il proprio organico. Ma la fortuna non ha dato una mano alla Fiorentina. E non solo dal punto di vista dell’infermeria.

NULLA DA PERDERE, QUASI TUTTO Quella contro i nerazzurri, al quale farà seguito la gara contro la Roma, sono praticamente due partite sulla carta proibitive, ma dalle quali Montella deve provare ad ottenere il massimo per salvare il proprio posto di tecnico viola.

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Teoricamente non ha più nulla da perdere, sia agli occhi dei tifosi che lo hanno messo nel mirino principale della critica, che della proprietà che con il ‘vedremo giorno per giorno’ di Commisso gli ha mandato un messaggio chiaro ed esplicito abbandonando il politichese.

Allo stesso tempo Montella può perdere tutto, perché anche l’aeroplanino sa benissimo che o raddrizza la rotta, oppure sarebbe per lui un altro fallimento da inserire nel curriculum. Con l’esonero che a quel punto sarebbe inevitabile.

ATTEGGIAMENTO E RISPOSTE Non conteranno solo i risultati contro Inter e Roma, ma anche le prestazioni.

Che fin qui non ci sono state contro Toro, Verona e Cagliari soprattutto. Il tutto nonostante le parole della vigilia nelle quali Montella in primis aveva evidenziato rabbia e voglia di reagire. Cosa che poi, sul campo, si è tramutata in un altro primo tempo osceno con i granata.

Contro l’Inter, non sarà concesso un’altra partita praticamente non giocata. Anche perché se è vero che forse, a inizio avventura, Commisso avrebbe dovuto fare altre scelte anche sull’allenatore viola, nessuno poteva immaginarsi un altro campionato così disastroso ed un rischio B non così impossibile.

E che nelle idee ci fosse il fare una stagione decente per poi puntare tutto sul prossimo anno ormai lo si è capito. Anche per quanto riguarda l’allenatore.

Ma adesso, non c’è più tempo per le attese. E i programmi rischiano di cambiare drasticamente.

E non sempre è facile invertire pericolosi trend, e non è automatico farlo cambiando allenatore, come testimoniano le annate di Delio Rossi e quella passata. Il baratro è vicino, e serve una sterzata immediata. Serve una Fiorentina viva, che può pure perdere, ma che almeno dia la sensazione di essere in campo e all’altezza del compito.

Cosa che troppo spesso ultimamente non è accaduto.

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