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Ambizioni svanite, ma a dicembre c'è tempo per rimediare ed evitare il peggio. Due vie per correggere il tiro

La magra consolazione del momento pessimo della Fiorentina è che c'è ancora tempo per evitare di rimanere invischiati nella lotta per non retrocedere. Con l'Inter Montella si gioca tutto

La crisi continua. La Fiorentina naviga nelle parti basse della classifica di Serie A, rischiando così di trovarsi invischiata nel pericoloso gioco a non retrocedere. Soprattutto se dovesse perdere le prossime due partite, fortunatamente tra le mura amiche ma sulla carta assai proibitive.

IL CALENDARIO SI COMPLICA. Il momento è decisivo e terribilmente complicato, perché la Fiorentina ha fallito proprio nelle partite che doveva vincere, quelle con gli avversari più abbordabili. Ora si trova a fronteggiare Inter e Roma nella situazione più difficile.

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E non è tutto, perché al giro di boa di gennaio i viola ritroveranno il filotto di big di inizio stagione, stavolta quasi tutte da affrontare fuori casa. LA MAGRA CONSOLAZIONE. Guardando il lato positivo, il vantaggio è che la Fiorentina vive questo periodo nero a dicembre.

Un male, perché le ambizioni europee mai espresse direttamente ma accarezzate col pensiero da piazza e dirigenza sono già svanite, salvo recuperi miracolosi nel girone di ritorno. Un bene perché c'è tempo per rimediare, per evitare una pericolosa volata salvezza.

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Anche se perdessero le prossime due sfide contro Inter e Roma, i viola avrebbero un intero girone per correggere la rotta ed evitare il peggio. La scorsa stagione non andò così bene: la squadra di Montella si trovò invischiata nella lotta per non retrocedere quasi a sorpresa, nelle ultime giornate di campionato.

In un momento in cui la paura può paralizzare i giocatori, ed è precisamente ciò che successe. ESONERO VICINO. Il tempo di rimediare, si diceva. Ma come? In primis, in caso di debacle contro Inter e Roma, esonerando Vincenzo Montella e affidandosi a un nuovo allenatore (a questo punto probabilmente un traghettatore) per dare una scossa al gruppo.

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Un gruppo che ha mostrato certamente dei limiti strutturali oggettivi: diversi giocatori arrivati con l'etichetta di 'big' o 'trascinatori' si stanno rivelando dei veri e propri 'flop'. Ma quello della Fiorentina resta un organico che, pur con i suoi limiti, non rispecchia la posizione attuale in classifica.

Questa squadra vale più dei 16 punti in 15 giornate. L'APPORTO DEL MERCATO. Il secondo aiuto arriverà proprio dal calciomercato. Un mercato storicamente difficile quello di riparazione, perché in pochi sono disposti a cedere i propri migliori giocatori a metà stagione –anche la stessa Fiorentina: sebbene Chiesa sia sempre più lontano da Firenze, non ha alcuna intenzione di perderlo a metà campionato–.

Nessun miracolo, nessuna rivoluzione a gennaio. Bensì due o tre innesti mirati e funzionali, che possano colmare (in parte) le lacune evidenziate nel girone di andata. VERSO L'INTER. Domenica, intanto, la sfida contro la capolista Inter.

Che ci siano Pezzella (probabile) e Ribery (improbabile) o meno conta fino ad un certo punto, se l'approccio alla partita della squadra è quello delle ultime uscite. Visto l'andazzo dell'attuale campionato della Fiorentina, paradossalmente è lecito aspettarsi una prestazione positiva da parte dei viola, che quando hanno affrontato le grandi della Serie A difficilmente hanno deluso in termini di gioco.

Ovviamente, contro una squadra nettamente più forte, non è detto che basti un'ottima prova. Di certo è ciò che si augura Montella, che si gioca tutto nelle ultime due sfide del 2019. Ma se la prima dovesse essere disastrosa, non arriverà alla seconda.

Per vedere se la squadra seguirà il proprio tecnico dovremo aspettare domenicasera, ore 20.45.

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