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Ag. Biraghi: "Vicini al rinnovo, è il nuovo Grosso. Tifoso nerazzurro, piace al Milan. Astori come una fede"

L'agente di Biraghi racconta la chiamata con Corvino nell'agosto 2017 e la trattativa lampo per portarlo a Firenze. E il terzino quasi svenne...

Mario Giuffredi, agente di Biraghi, ha parlato al Corriere dello Sport dell'operazione con la Fiorentina e dell'interesse delle milanesi: "Biraghi deve essere grato a quattro persone.

Stefano Marchetti, Massimo Oddo, Pantaleo Corvino e Stefano Pioli. Il dg del Cittadella ha creduto in lui quando tutti sospettavano che fosse un pacco. Oddo l’ha rilanciato a Pescara, puntando sulle sue qualità senza alibi. Corvino me l’ha chiesto il 15 agosto del 2017, una trattativa assurda per la velocità".

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OPERAZIONE-VIOLA. "Eravamo entrambi al mare a Pescara, Corvino mi telefonò per chiedermi “cosa pensi del tuo terzino?”. Pensavo si riferisse a Zampano, invece voleva Biraghi. Rintracciai Cristiano, gli dissi di firmare i documenti e gli sussurrai “ti ha preso il Cagliari, siamo d’accordo”.

E gli snocciolai le cifre. Volevo preparargli una sorpresa, lui era già entusiasta di restare in serie A. Quando gli comunicai che si trattava della Fiorentina, per poco non perse i sensi. Corvino ci ha messo la competenza e il fiuto. Pioli ha tirato fuori il meglio, un capolavoro".

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STIMA. "Altri due allenatori stravedono per Cristiano, sono Gattuso e De Zerbi. Io con loro mi sono confrontato spesso, il Milan ci aveva pensato nella precedente gestione, ma adesso è giusto che Biraghi si goda il momento. Siamo vicini al rinnovo, grati alla Fiorentina, attuale scadenza 2021.

Per me è il nuovo Grosso, seguitelo con attenzione: stesse movenze, stessa corsa, stesso piede. E crescerà ancora". ASTORI NEL CUORE. "Vi svelo un segreto. La vicenda lo ha così toccato che fatica a parlarne. E’ come se fosse una fede, vorrebbe tenere tutto dentro, poi è normale che lo bombardino di domande dopo quella sua esultanza, lo sguardo commosso al cielo e il numero 13 mimato con le mani.

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Cristiano si rivede in Davide, era rimasto stregato dal suo comportamento, dagli atteggiamenti, dalle lezioni di vita. E ha avuto una spinta interiore enorme, bella, tutta sua". IL CAPITOLO INTER.  "Ausilio non l’ha bocciato, sarebbe una sciocchezza pensarlo.

Semplicemente perché Cristiano non era pronto, gli mancava la personalità che ha affinato con Pioli. L’Inter non ti aspetta a vita: o ci sei, oppure il rapporto finisce. Se può ricominciare? So che lo stimano molto, lui è tifoso nerazzurro, ma ora precedenza alla Fiorentina.

E la sua famiglia, eccezionale, non ha creato problemi nei momenti di difficoltà: neanche una parola fuori posto, il suo tour accettato senza protestare e malgrado qualche porta sbattuta in faccia".

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