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Acosty, da Firenze alla Corea del Sud: "Indosso ancora il viola. Duncan e Vlahovic..."

L'attaccante cresciuto in viola ha fatto una scelta di vita ed è andato in Asia, dove si sta combattendo il Coronavirus. E sulla Fiorentina...

Maxwell Acosty ha fatto una scelta di vita, oltre che di carriera. E' passato dal lungomare  di Fiume, perla della Croazia, alla provincia sudcoreana del Gyeonggi. L’esterno, a lungo di proprietà della Fiorentina dove è cresciuto nel vivaio, ha firmato da poco con l’Anyang, club della K2 nazionale, e ora è fermo in attesa che come in Italia passi l’emergenza Coronavirus: «Ammetto che la mia è stata una scelta difficile – racconta a La Nazione – ma il club mi stava dietro da un mese e mezzo.

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All’inizio non avevo voglia di stravolgere la vita della mia famiglia ma alla fine il progetto che mi è stato mostrato ha fatto la differenza». VIRUS. «Quando ero ad Amsterdam e stavo aspettando il volo per Anyang: ho visto tutti i coreani che erano con me con mascherine e gel igienizzante.

Le confesso, ho pensato: ma dove sto andando? Quando sono arrivato all’inizio non c’erano tanti positivi ma dopo appena 48 ore in una chiesa che si trova a cinque ore di auto da qui è scoppiato il pandemonio. Dove vivo tanti negozi sono aperti, solo alcuni uffici hanno chiuso per precauzione.

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Tutti vanno a giro con maschera e guanti perché si vede che erano preparati a una situazione così. Non c’è il panico che si è diffuso in Italia». IL VIOLA ANCHE IN COREA. «È stata una folgorazione: ero talmente poco interessato al nuovo club che nemmeno avevo visto su internet con che colore della divisa giocava l’Anyang.

Poi dopo la firma, nel giorno della presentazione, mi sono ritrovato la maglia viola davanti e sono rimasto scioccato: è certamente un segno del destino. Non avete idea di come mi stia bene quella tonalità addosso». LEGAME PROFONDO.

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«Certo, la Fiorentina rimarrà sempre la squadra del mio cuore: Firenze è ancora la mia seconda casa. Quest’anno ho visto alcune partite dei viola e purtroppo l’infortunio di Ribery ha condizionato tutta la stagione. Adesso questa sosta servirà anche a lui per tornare al top.

Nella squadra ho un debole per il mio amico Duncan ma soprattutto per Vlahovic: quanto è forte».

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