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Abbracci ed unione come dopo il gol di Baba all’Olimpico, da dove partì la striscia positiva

Stavolta i punti messi in saccoccia dalla Fiorentina sono 3, e non 1, ma l’esultanza quasi smodata e gli abbracci euforici che hanno accompagnato giocatori, panchina e staff viola al triplice fischio del Dall’Ara rimandano a quel gol di Babacar allo scadere all’Olimpico.

Segnale che quella Fiorentina voleva mettersi il passato alle spalle (ko con Crotone, Roma e pari con la Spal) e ripartire con umiltà, unione e determinazione. Tutti ingredienti che hanno poi portato, anche se con qualche pareggio di troppo, alla striscia positiva di 8 risultati utili consecutivi in campionato.

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Dopo il doppio ko con Verona e Sampdoria, le critiche e la contestazione che ne ha fatto seguito, il segnale che arriva dal gruppo guidato da Pioli è più o meno lo stesso. Nessuna sfilacciatura, nessun meccanismo interno rotto come si era temuto nelle analisi di una sconfitta inspiegabile come quella contro l’Hellas.

Anzi: coesione, compattezza, e voglia di ripartire per provare a fare l’impresa contro la corazzata Juventus e tornare a sorridere. In altri tempi aver vinto a Bologna sarebbe stata la normalità, invece in questo periodo era tutt’altro che scontato.

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Con i propri limiti che anche al Dall’Ara sono stati palesati, ma la Fiorentina è viva e vuole continuare a lottare. Parrebbe ai più il minimo per chi indossa la maglia viola e difende il nome di Firenze, oltre a giocare in Serie A, ma non era certo scontato dopo il doppio ko post sosta.

Abbracci ed esultanze che non possono, dunque, far altro che riportare un po’ di sereno.

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Con l’auspicio che le manifestazioni di giubilo di Bologna possano essere un nuovo inizio ad una striscia positiva difficile, visto che i prossimi due avversari saranno Juventus ed Atalanta, quasi impensabili. Ma così come impensabile era uscire dall’Olimpico,dal San Paolo, e dalla doppia sfida con Inter e Milan con 4 punti e tanto rammarico.

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