AAA cercasi vittoria. Buone prestazioni, ma il peso dei risultati rischia di schiacciare Montella. Con la Samp 3 punti o crisi
La Fiorentina ha raccolto meno di quanto meritasse, il che non è per forza solo positivo. Montella e la Fiorentina non vincono in campionato da 18 turni: coi blucerchiati serve sbloccarsi per evitare che la situazione diventi pericolosa
Arrivati alla quinta di Serie A la Fiorentina è ancora alla ricerca dei primi tre punti stagionali, situazione che diventa inquietante se letta insieme alla posizione in classifica e, soprattutto, ai risultati dello scorso campionato.
Per quanto strano sia, il lato positivo e il lato negativo dell'attuale situazione della squadra coincidono nella stessa frase: la Fiorentina nelle prime quattro partite ha raccolto meno di quanto meritasse. Il che è positivo, perché significa che la squadra se la gioca con tutti, crea occasioni troppo spesso non sfruttate ma che in futuro potrebbero tramutarsi in gol.
PAURA DI VINCERE. Ma lo stesso concetto fa emergere anche le criticità dell'attuale Fiorentina. Una squadra che spesso ha sprecato davvero troppo, mostrando poca lucidità sotto porta e difficoltà nel gestire momenti cruciali delle partite.
Ma soprattutto, con l'Atalanta la Fiorentina ha dimostrato di avere paura di vincere. Si può ragionare quanto si vuole sui cambi sbagliati o meno da Montella -il quale, comunque, ieri in conferenza ha voluto ribadire che fossero tutte sostituzioni forzate, spiegando la logica delle proprie scelte, sulle quali si continua a dibattere-.
Ma la verità è che dopo il gol subito all'84' con l'Atalanta la squadra è stata colta da terrore vero, dimostrando di soffrire eccome la chilometrica striscia di partite senza i tre punti, arrivata ormai a 18 turni di campionato.
L'Atalanta per tutto il secondo tempo aveva mantenuto il pallino del gioco, ma Pezzella e compagni erano stati bravissimi a non concedere pressoché nulla di pericoloso agli uomini di Gasperini. Fino al gol di Ilicic. Dopo quell'episodio, buio totale, altri due gol subiti (uno annullato dal Var) e Montella preso di mira come unico responsabile dell'attuale situazione.
IELLA MONTELLA. Di certo l'allenatore gigliato non brilla per fortuna in questa fase della sua carriera. Con la fortunata autorete di Palomino su tiro di Chiesa sembrava che la dea bendata fosse tornata a sorridere ai viola, invece è andato un po' tutto storto.
A partire dai tre cambi forzati, fino al gol di Castagne, sul quale la squadra doveva essere piazzata meglio (e invece tutti schiacciati sulla linea di porta, ulteriore sintomo di grande paura), ma la conclusione del belga all'ultima occasione della partita era tutt'altro che semplice.
La vera sfortuna per il tecnico gigliato deriva però dal sorteggio del calendario di Serie A: Napoli, Juventus e Atalanta nelle prime 4 partite con una squadra tutta nuova ed un pesante bagaglio di pareggi e sconfitte ereditato dal precedente campionato.
BENE IL PRESSING. Fin qui Montella ha avuto il pregio di aver dato un'identità alla sua Fiorentina, ben riconoscibile in alcuni aspetti notati in quasi tutte le uscite dei viola (esclusa quella di Genova, dove si è visto ben poco).
Il tratto più caratteristico è il pressing alto che i viola propongono indipendentemente dal valore dell'avversario. Una pressione portata con tutti gli elementi della squadra, che è tra le cose migliori viste fino ad oggi sulle rive dell'Arno.
SENZA RISULTATI NON SI CAMPA. Nel calcio però contano solo i risultati e se questi non arrivano spesso si finisce per andare in confusione. Per ogni partita che passa senza trovare i tre punti il peso dellepressioni mediatiche e ambientali si fa più gravoso sulla testa del tecnico gigliato, con il concreto rischio di venirne schiacciati.
Fino alla sfida di Parma, peraltro, la pazienza e la positività avevano ancora il sopravvento nell'ambiente fiorentino. Ma aver pareggiato in tal modo con i nerazzurri ha inevitabilmente collocato Montella nell'occhio del ciclone.
È impietoso ma doveroso ricordare che, esclusa la vittoria in Coppa Italia con il Monza, l'allenatore gigliato non vince una partita ufficiale dal 13 marzo 2018 (ai tempi del Siviglia, quando eliminò dalla Champions il Manchester United).
Se si contano solo le partite di campionato, sommando quello iberico a quello italiano, Montella non vince da 18 turni, ironia della sorte esattamente gli stessi dellaFiorentina. SAMPDORIA ULTIMA SPIAGGIA? A prescindere dal lavoro svolto fin qui, a prescindere dalle buone prestazioni non tramutate in sufficienti punti, ora c'è solo da badare al sodo.
Contro una Sampdoria che sembra indebolita rispetto alle ultime stagioni (ma con l'incubo Quagliarella) occorre come non mai agguantare i tre punti. Se per Montella non è un'ultima spiaggia poco ci manca, perché l'assenza di risultati non può continuare ad essere nascosta sotto al tappeto delle buone prestazioni.
Il tecnico gigliato lo sa e lo ha fatto indirettamente capire in sala stampa, quando ha affermato che quella con i blucerchiati "non sarà una gara spettacolare" e che "dobbiamo essere cinici". La spinta del Franchi non mancherà, visto che stasera sono attese 35mila persone allo stadio.
Mai come adesso la Fiorentina avrà bisogno dei suoi tifosi, per sbloccarsi da una situazione che prima di tutto può diventare pericolosa per il morale del gruppo. AAA cercasi 3 punti. Ad ogni costo.



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