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A Udine verso le porte chiuse. Ma pochi problemi di calendario in caso di rinvio

In attesa di decisioni ufficiali, la squadra di Iachini si è comunque allenata ieri, mentre quella di Gotti aveva annullato le attività.

La Fiorentina si è allenata, ma questo Beppe Iachini l’aveva deciso già domenica sera, mentre mezza serie A era stata costretta a fermarsi in piena emergenza. L’Udinese invece no. E anche questo era stato deciso nella giornata di domenica, quando la Regione Friuli aveva dichiarato lo stato di emergenza.

Punti di vista diversi in attesa di una decisione sulla quale nessuna delle due società avrebbe (e avrà) comunque modo di ribattere. Così, quando ieri pomeriggio il presidente federale, Gravina ha annunciato che il mondo del pallone aveva proposto al governo di non bloccare la serie A ma di chiudere gli stadi, giocare a porte chiuse, le due società si sono messe al lavoro.

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Così scrive La Nazione. IN ATTESA DI UFFICIALITA'. La Fiorentina ha iniziato a preparare il match come previsto, mentre l’Udinese avendo ormai annullato la seduta del lunedì ha rivisto la tabella lavoro dei prossimi giorni. Tutto questo, mentre il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga ribadiva in modo netto e chiaro che Udinese-Fiorentina rimane una partita in bilico perché «abbiamo un’ordinanza firmata con il ministro della Salute e per quanto ci riguarda deve essere rispettata, almeno che non venga cambiata».

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C’è da aggiungere che lo scenario di contorno al match fra bianconeri e viola (in anticipo sabato pomeriggio alle ore 18) rappresenta comunque un caso diverso da tante altre sfide, perché non ci sarebbero problemi di un ricollocamento della partita visto che Udinese e Fiorentina non giocano le coppe.

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