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Tre punti a Bologna anche per affrontare con pressioni diverse la Juventus. Nodo centrocampo: Norgaard sì o no?

A Bologna per la Fiorentina conterà prima di tutto tornare a vincere dopo quasi due mesi

Passo dopo passo, i vari Nazionali riprendono la strada che li riporta a Firenze e Pioli può cominciare a lavorare sul serio sul prossimo impegno, che ha il nome di Bologna. Due squadre non in salute, che non vincono da troppo tempo (entrambe dal 30 settembre, la settima giornata) e con problemi simili.

Tutte e due le formazioni, infatti, fanno una fatica tremenda a far gol: se la statistica che vede la Fiorentina a segno 18 volte in 12 giornate di A è gonfiata dalle sei reti della prima uscita col Chievo, i felsinei hanno totalizzato solo undici reti in questo scampolo di campionato.

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Dunque, di fronte i viola si troveranno una formazione altrettanto affamata di vittoria e in piena lotta per non retrocedere. Inutile aggiungere che ciò rende questo derby dell'appennino particolarmente complicato, anche e soprattutto per il periodo a cromature grigionere che stanno vivendo gli uomini di Pioli.

Allenatore che poco o nulla ha cambiato sin qui e che sarà costretto, per la prima volta in stagione, a mettere mano al settore sin qui più affidabile del roster gigliato, la difesa. Lo impone l'infortunio di Pezzella, che mette nella testa di Pioli un dubbio tra lo scegliere Ceccherini oppure riportare Milenkovic al centro adottando Laurini, con Diks al momento outsider.

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In attesa di una risposta dall'attacco, ciò che in molti però si aspettano è qualche sorpresa anche a centrocampo. Sarà anche l'effetto delle sue continue dichiarazioni dal ritiro della nazionale danese, ma Cristian Norgaard non è mai stato così papabile per vestire una maglia da titolare dall'inizio della sua avventura in viola.

L'ipotesi di rivedere Veretout nella sua classica posizione di mezzala solletica tutti, ma il rendimento del danese in cabina di regia è tutt'altro che scontato. Di certo, fin qui il centrocampo viola non ha quasi mai brillato e le carte a disposizione di Pioli per cambiare qualcosa non sono poi così numerose.

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Provare Norgaard in una partita sì complicata ma non impossibile come quella di Bologna potrebbe non essere un azzardo così clamoroso. Anche perché lo stesso tecnico gigliato, prima dell'ultimo infortunio del classe 1994, lo aveva definito come "pronto" per una maglia da titolare.

Quel che è certo è che gli ultimi risultati della Fiorentina e lo spettro del big match più atteso con la Juventus alla prossima di campionato impongono più che mai la riconquista dei tre punti. Ancor più della prestazione. Per iniziare al meglio la prima di sette partite concatenate, prima della sosta di gennaio.

Per tornare a vincere dopo quasi due mesi di digiuno. Per arrivare con morale e pressioni diverse al duello con gli eterni rivali.

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