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-5 dalla chiusura del mercato e futuro di Chiesa ancora incerto. Fiorentina in ritardo: se Federico viene ceduto, andranno fatte diverse operazioni

Se Chiesa viene ceduto, i viola devono decidere se sostituirlo o puntare su un centravanti di prima fascia. Il tempo non gioca a favore della Fiorentina

Se oggi dovessimo entrare in una ricevitoria e piazzare una scommessa sulla permanenza o meno di Chiesa alla Fiorentina, probabilmente converrebbe puntare sulla partenza. Il perché è ormai noto a tutti: il pressing di Milan e soprattutto Juventus, la volontà del ragazzo di lasciare la Fiorentina perdurante da ormai un anno, la scarsa propensione a rinnovare il contratto in caso di permanenza sulle rive dell'Arno.

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Della probabile partenza di Federico ce n'eravamo fatti una ragione già al termine dello scorso campionato, ma la vicenda si sta consumando con colpevole ritardo. Aver visto Chiesa risultare decisivo in entrambe le sfide fin qui giocate dai viola in campionato, infatti, non gioca a favore del futuro prossimo della Fiorentina.

Da un lato gli uomini di mercato del club gigliato saranno senz'altro soddisfatti, visto che l'assist col Torino ed il gol con l'Inter hanno ricordato a tutti perché la Fiorentina pretenda di essere pagata profumatamente per il cartellino del figlio d'arte.

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Tuttavia, le prime due di Serie A ci dimostrano che il gioco di Iachini fa molto affidamento sul talento del classe 1997. 'Che problema c'è?' Diranno in tanti. In caso di addio, arriveranno milioni freschi da reinvestire. Tutto esatto, ma le tempistiche sono alquanto strette.

Siamo a 5 giorni dalla chiusura del calciomercato e i viola, in caso di partenza di Chiesa, dovranno pianificare in fretta come utilizzare quei soldi. In teoria, la posizione di esterno a tutta fascia potrebbe essere ricoperta da Lirola, con il sostituto già pronto in Venuti.

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Ma ovviamente la pericolosità offensiva dei viola ne uscirebbe ridimensionata, seppur guadagnando in equilibrio. Commisso, Pradè e Barone, insomma, dovrebbero decidere se investire per un sostituto di Chiesa oppure utilizzare quei soldi per calciatori di altri ruoli.

Una punta di alto livello (in tal caso partirebbe certamente uno tra Vlahovic e Cutrone), ma anche due operazioni che la Fiorentina in teoria dovrebbe mandare in porto a prescindere dalla cessione o meno di Federico: un altro difensore centrale e un laterale sinistro sostituto di Biraghi.

Se poi la punta dovesse essere Piatek, si sprecheranno le disquisizioni se valga la pena o meno investire sul polacco, autore sin qui di una carriera da 'dottor Jekyll e mister Hyde'. Ovviamente, se si scegliesse di prendere un sostituto del 25 gigliato (si parla di Deulofeu, Faraoni e Callejon), il tesoretto eventuale per il centravanti andrebbe ad assottigliarsi (dipende da quanto denaro si vuole investire per il sostituto).

A quel punto l'attaccante potrebbe anche non arrivare, perché i viola hanno comunque bisogno di fare un centrale di difesa e un esterno sinistro. In realtà, queste sono situazioni e decisioni che capitano molto spesso nel vortice del calciomercato, quando si cede un giocatore di prima fascia dal quale arrivano tanti soldi.

Ma il tutto viene reso assai più complicato dalla componente temporale. I giorni sono contati. Non si può arrivare alla partita con la Sampdoria, a 72 ore dalla chiusura del mercato, senza perlomeno conoscere il futuro di Chiesa.

Questo perché, come detto, l'eventuale cessione di Federico dovrebbe portare a un effetto domino che cambierebbe significativamente la rosa e le caratteristiche della Fiorentina. Figuriamoci, poi, se dovesse verificarsi la poco probabile eventualità di cessione di uno tra Milenkovic e Pezzella, col Milan (che oggi ha incassato circa 20 milioni dalla cessione di Paqueta al Lione) non solo interessato a Chiesa ma anche a uno dei difensori gigliati già allenati da Pioli.

Senza dimenticare la posizione in bilico di Ceccherini: è una riserva e lo sappiamo, ma se parte (occhio al Verona) va sostituito. Insomma, sebbene a questo punto della stagione ci si augurerebbe di aver già concluso gran parte delle operazioni di mercato, i viola rischiano di venire investiti da cambiamenti significativi negli ultimi 5 giorni.

L'attenuante è ovviamente data dal mercato anomalo post Coronavirus, ma i fatti restano questi. Con buona pace di Iachini, che nel frattempo è intento a preparare la sfida contro la Sampdoria. Sempre che l'emergenza Covid del Genoa non porti a drastiche decisioni.

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