Urbano a VI.IT: "Castrovilli? Bravo ad allargare il suo raggio d'azione. Ha grande personalità e visione di gioco"
Intervista all'ex allenatore del Bari Primavera che ci parla del centrocampista classe 1997 che ha impressionato positivamente nel suo esordio in maglia viola contro il Napoli
Nella prima partita di campionato contro il Napoli, la Fiorentina è scesa in campo con tanti giovani che hanno ben figurato, tra cui Gaetano Castrovilli, all'esordio in Serie A. Il talento di Minervino Murge è stato schierato a sorpresa come interno di centrocampo al posto di Benassi e al fianco di Badelj e Pulgar.
Per commentare il suo debutto in maglia viola, la nostra redazione ha contattato Corrado Urbano, attuale allenatore del Cassino (Serie D) ed ex allenatore di Castrovilli nel Bari Primavera: Che emozione è stata leggere il nome di Gaetano nella formazione titolare di Montella?
"È stata sicuramente una sorpresa piacevole, non ero neanche a conoscenza che potesse iniziare dal primo minuto. Ho visto la partita e ha fatto una buonissima prestazione. Montella lo ha tenuto in campo per 90 minuti, significa che anche il tecnico è rimasto contento della prestazione offerta dal ragazzo.
Lui è un giocatore moderno in grado di saper fare tutte e due le fasi. Ha anche una buona autonomia a livello organico, ma soprattutto ha buone geometrie". Ha iniziato come trequartista mentre sia negli ultimi mesi alla Cremonese che con Montella è stato impiegato da centrocampista: crede che sia questa la posizione nella quale potrà costruire la sua carriera?
"Lui inizialmente quando l'ho avuto anche io tendeva a giocare dalla metà campo in avanti, ma facevamo anche delle valutazioni di testa e avevamo notato che aveva anche delle potenzialità organiche. Può allargare il suo raggio di azione e partire un po'più da dietro, cosa che ha fatto anche quando ha iniziato ad allenarsi con la Prima Squadra del Bari.
Quelle qualità che ha da rifinitore poi le può abbinare a quelle capacità organiche del suo fisico: nei test che facevamo sulla potenza aerobica era sempre uno dei migliori. È stato bravo anche Gaetano secondo me: ha capito che avrebbe dovuto allargare il raggio di azione perché nel calcio moderno quel tipo di giocatore fa più fatica a meno che non si tratti di un top.
Lui era più un rifinitore che un trequartista che saltasse l'uomo. La sua collocazione credo sia quella che gli avevano dato anche Nicola e Camplone a Bari: nei tre di centrocampo". Lo ha sentito dopo la partita? "Personalmente no, però diciamo che attraverso amicizie comuni ci siamo sentiti.
È giusto che il ragazzo si goda il momento con le persone che adesso ha più vicine, la famiglia e gli amici. È un ragazzo serio che è consapevole di dover rimanere con i piedi piantati per terra. Il difficile comincia adesso, ed è difficile confermarsi, ma lui ha qualità importanti.
Montella credo abbia fatto un rischio calcolato: era consapevole che potesse fare bene". Cosa l'aveva colpita di lui in particolare? "Stiamo parlando comunque di un ragazzo molto giovane perché sono passati 4-5 anni da quando l'ho allenato in Primavera.
Mi ha colpito la sua qualità di leggere le giocate, la capacità di andare in verticale e di sapersi smarcare per ricevere palla. Poi a livello giovanile nell'uno contro uno creava anche la superiorità numerica, ma la sua qualità migliore era nel verticalizzare e nel fare sempre la giocata funzionale a quello che poi era il sistema di gioco.
Grande personalità e visione di gioco". Ha qualche aneddoto con lui? "Aneddoti particolari no, ma mi ricordo che cercavo di lavorare sempre sull'aspetto della fase difensiva facendogli capire che giocando dalla metà campo in su doveva dare una mano ai centrocampisti.
Nel calcio moderno si ha bisogno di queste qualità. Il primo anno fece bene soprattutto quando noi avevamo bisogno, nella fase finale del campionato Primavera: è stato il giocatore determinante. Si intravedeva subito che avesse qualità.
Quando ha iniziato ad allenarsi con la Prima Squadra e scendeva poi con noi era sempre un valore aggiunto".


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