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2 mesi e mezzo e 12 gare (più la Coppa) al mercato. 80 giorni per capire cosa va e cosa no per accorciare il gap con l’Europa. Sperando non sia tutto da rifare come un anno fa

Tra due mesi e mezzo sarà di nuovo calciomercato. La Fiorentina spera di arrivarci con tante certezze per poter programmare colpi che le facciano fare il salto di qualità

Nell’anomalia di un calcio alle prese col covid e con tempistiche del tutto nuove, c’è anche un calciomercato che è appena finito ma che a brevissimo è già pronto a ricominciare. Al 4 gennaio 2021 mancano, infatti, solo 2 mesi e mezzo.

Oltre 30 giorni in meno tra la chiusura della sessione estiva e l’apertura di quella invernale rispetto al solito. Se tutto filerà liscio, covid permettendo, saranno 12 più 2 turni di Coppa Italia a separare la Fiorentina dall’apertura della finestra di mercato di gennaio.

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Che a differenza del passato, con la nuova proprietà, abbiamo visto poter riservare anche colpi a sorpresa. DODICI GARE PER CAPIRNE DI PIU’. Si comincia con lo Spezia, poi Udinese, Roma, Parma con nel mezzo la gara col Padova di Coppa Italia prima di una nuova sosta.

Per riprendere ancora con Benevento, Milan, Genoa, Atalanta, Sassuolo, Verona, Juventus e Bologna. Con nel frattempo un altro eventuale turno di Coppa Italia. Qualcosa su punti di forza e limiti di questa rosa si potrà, dunque, già capire tra cinque partite.

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Ma il vero snodo sarà gennaio. Alla quindicesima giornata potremmo avere tutti le idee più chiare su cosa e dove si dovrà intervenire (o meno) sul mercato. INCOGNITE. Sono tanti i punti di domanda che hanno lasciato in dote l’estate viola.

A cominciare dall’incognita punte. Milik resta sempre una possibilità, così come, eventualmente, altre operazioni potrebbero farsi più o meno in discesa. Prima, ovviamente, ci sarà da capire se la conferma del terzetto di attaccanti formato da Kouame-Cutrone-Vlahovic si rivelerà essere stata una scelta azzeccata o un errore.

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Così come sarà tutto da valutare il peso dell’addio di Chiesa, l’adattamento di Quarta e il rendimento di alcuni singoli che fin qui hanno parzialmente deluso. Da Lirola a Duncan, per esempio, passando per la scoperta del vero valore degli innesti, costati zero a livello di cartellini, ma dal peso sostanzioso sul monte ingaggi come Borja, Callejon e Bonaventura.

Sulle qualità di Amrabat nessun dubbio. Ma riuscirà Iachini a farlo rendere al meglio? E Biraghi riuscirà a trovare costanza di rendimento? Oltre, ovviamente, all’incognita rappresentata dallo stesso Iachini, che deve ripagare la fiducia di Commisso e spazzare via scetticismi vari (anche interni alla stessa dirigenza viola).

GAP. Tempo e occasioni non mancheranno per tutti di poter essere valutati. L’obiettivo resta la parte sinistra della classifica, ma l’ambizione è quella di accorciare notevolmente il gap dalla zona Europa. L’anno scorso è vero che la Fiorentina ha chiuso al decimo posto in classifica, ma è altrettanto vero che ha passato più tempo a guardarsi le spalle che al poter guardare davanti.

E quest’anno ci si attende altro. Non il settimo posto come obiettivo minimo, ma almeno non stare a distanze siderali da tale posizione. SPERANZA. Affinché ciò avvenga servirà che molte delle scelte operate sul mercato si rivelino azzeccate.

Compresa la conferma del tecnico. La speranza è che a gennaio la Fiorentina non ci arrivi, di nuovo,  con l’esigenza di dover rifare quasi tutto da capo come accadde l’anno scorso (sarebbe un disastro), bensì di arrivarci con più indicazioni positive possibili che possano permettere di poter lavorare programmando un ulteriore salto di qualità piuttosto che al dover mettere toppe qua e là.

OCCHI SUL FUTURO. La programmazione, infatti, non è stata fin qui un fiore all’occhiello dell’operato della Fiorentina. Per mille (normali) ragioni quando devi partire da zero. Ma anche per colpa di numerosi errori di valutazione.

Che dovranno essere azzerati, o quasi. La possibilità di fare colpi alla Armabat piuttosto che il dover rincorrere disperatamente una punta o un centrocampista dopo aver steccato svariati calciatori potrebbe permettere alla Fiorentina di avvicinarsi, per gradi, a quello che è il traguardo basilare per la squadra di Firenze: l’Europa.

“Datemi tempo” ha ribadito più volte Commisso. Sottolineando anche che i percorsi che hanno portato Atalanta e Napoli, oltre che la Lazio, a stare davanti nelle gerarchie della Serie A alla Fiorentina, siano stati costruiti negli anni.

Ma perderne un altro, per via di scelte sbagliate, è esattamente ciò che non deve accadere. E la speranza è, appunto, che questa eventualità non si verifichi ancora. E a differenza della precedente gestione, gennaio, può essere la finestra giusta per investire sulla crescita.

I 70 milioni spesi lo scorso gennaio (cosa mai avvenuta in precedenza anche in assoluto e non solo nel caso della Fiorentina) ne sono una riprova.

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