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Zappacosta, i problemi fisici (superati) e il rilancio al Genoa. Col sogno Nazionale

L'exploit al Torino e gli anni al Chelsea, prima dell'infortunio a Roma. Con la maturità l'esterno è pronto a consacrarsi, dopo essere stato tra i migliori lo scorso anno. La Fiorentina lo aspetta

Ventinove anni, nel pieno della maturità calcistica. Davide Zappacosta è pronto alla stagione della consacrazione. Dopo aver superato diversi infortuni, dopo essersi rilanciato al Genoa. E la sua prossima tappa sarà Firenze, a meno di clamorose sorprese.

Nato nel 1992 a Sora, in provincia di Frosinone, è cresciuto nell'Atalanta dove ha esordito in Serie A, dopo la doppia parentesi all'Avellino, nel 2014. Un'annata positiva, con 3 gol e 1 assist in 29 partite, e il trasferimento al Torino per oltre 4 milioni.

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In granata buona la prima stagione, ottima la seconda: non solo per i 4 assist e la rete segnata in 29 gare, ma soprattutto per la qualità delle prestazioni. CHELSEA E ROMA. Tanto che ad agosto 2017 arriva la chiamata del Chelsea di Conte, con conseguente trasferimento a Londra per 25 milioni.

Gioca e segna in Premier e in Champions, vince l'FA Cup e l'anno dopo l'Europa League con Sarri, anche se mano a mano perde minutaggio. Così, con l'arrivo di Lampard, torna in Italia, alla Roma. Qui però, dopo un problema muscolare al polpaccio, arriva un pesante infortunio con la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

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Zappacosta rientra a giugno 'sfruttando' lo slittamento del campionato causa Covid, giocando 8 partite (5 da titolare). Contribuisce così al 5° posto dei giallorossi, ma non viene confermato. TRA I MIGLIORI DEL CAMPINOATO. Riparte così dal Genoa.

E la scelta è quella giusta, perché nelle 25 partite giocate con il Grifone si conferma come uno dei migliori esterni del campionato. Alla fine i numeri parlano di 4 gol e 2 assist, ma soprattutto di tante prove di qualità sulla fascia.

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Secondo le medie voto della Gazzetta,è il migliore nel suo ruolo con 6,43 di media, davanti pure a Gosens (6,42), Hakimi (6,38), Cuadrado (6,32), Spinazzola (6,26) e Theo Hernandez (6,16). Insomma, una vera e propria stagione del rilancio, la scorsa, nonostante la positività al Covid e un infortunio al retto femorale ad ottobre (ha saltato 12 partite, più una ad aprile per infortunio al bicipite femorale).

Insomma, dall'infortunio al ginocchio sembra essersi ripreso, mentre in carriera ha avuto sempre piccoli problemi muscolari, ma niente di grave: 7 le partite saltate in due anni al Torino per infortuni muscolari, 6 anche ai tempi dell'Atalanta.

PROFESSIONISTA. E anche nel pre-campionato al Chelsea si è ripresentato bene, essendo stato il 10° giocatore per minutaggio (152 minuti complessivi) nelle amichevoli, comprese quelle con Bournemouth, Arsenal e Tottenham. Insomma, un giocatore attivo in tutto e per tutto nonostante fosse un esubero in Blues (infatti non è stato convocato tra Supercoppa europea e campionato).

Del resto, Zappacosta è stato definito dai suoi allenatori come professionista esemplare. Quando si dice che la testa conta parecchio: da questo punto di vista sarebbe un valore aggiunto, eccome. DUTTILITA'. La Fiorentina prenderà Zappacosta per sostituire Lirola a destra, eppure in molti si ricorderanno la sua partita contro i viola con la maglia del Genoa ad aprile...

giocata sulla corsia di sinistra. Quasi imbarazzante, a livello fisico, la differenza di passo tra lui e Caceres, con Iachini costretto a spostare da quella parte Venuti. Già, il giocatore con cui ora Zappacosta si giocherà un posto alla Fiorentina.

Proprio la duttilità è stata una delle grandi caratteristiche in carriera del classe '92: ha giocato sia terzino che esterno di centrocampo a destra, così come più volte (appunto) anche centrocampista sinistro nel 3-5-2. Ma anche terzino sinistro, all'occorrenza.

Spesso con ottimi risultati. Sarà quindi piuttosto naturale per lui inserirsi nel 4-3-3 di Italiano, modulo che ha già interpretato in passato. VOLTI NOTI. Inoltre, Zappacosta alla Fiorentina ritroverà già volti conosciuti: da quel Bonaventura con cui ha condiviso l'esperienza all'Atalanta, a Benassi con cui ha giocato al Torino, fino a Biraghi che ha incrociato in Under 21.

Già, proprio la Nazionale è uno dei grandi stimoli di Zappacosta. "Sarebbe un sogno", diceva prima dell'Europeo. È rimasto fuori dal gruppo di Mancini, che a destra ha puntato su Di Lorenzo, Florenzi e Toloi e a sinistra su Spinazzola ed Emerson Palmieri.

Ma con la sua qualità e la sua duttilità tattica può tornare senz'altro in corsa, tre anni dopo i 90' in Nations League contro la Polonia (13 partite complessive in azzurro). CONSACRAZIONE. Ultimi dettagli, poi, a meno di clamorose sorprese, Zappacosta sarà un giocatore viola.

Il suo agente, Lucci, è stato al centro sportivo qualche giorno fa ed ha un ottimo rapporto con Pradè e la Fiorentina. Il giocatore era stato proposto dal Chelsea anche all'Inter, era stato accostato al Napoli e l'Atalanta ha pensato seriamente di riportarlo a Bergamo.

Ma il terzino avrebbe scelto Firenze anche per la possibilità di avere continuità. Per la stagione che spera possa essere quella della consacrazione.

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