Voglia di futuro, ultimi giorni di attesa per le scelte di Commisso. In che direzione andrà la Fiorentina?
Novanta minuti al termine di una stagione parecchio complicata. C'è voglia di voltare pagina e di pensare a un domani diverso
L'agente di Vlahovic a Firenze, il summit tra Commisso, Barone e Pradè. Ore calde per il futuro della Fiorentina. Del resto, in città, c'è gran voglia di pensare al domani. Al tramonto di una stagione estremamente complicata che ha portato i viola al rischio naufragio, evitato a ridosso di fine campionato.
Un'annata fatta di mille contraddizioni, contrasti, esoneri, dimissioni e battute a vuoto. Ben che vada, anche con i tre punti di sabato a Crotone, questa sarà, numeri alla mano, la seconda peggior Fiorentina da quando la Serie A è tornata a 20 squadre (con i tre punti a vittoria).
LA 2° PEGGIOR FIORENTINA. I viola, infatti, adesso a quota 39, potranno chiudere al massimo con 42 punti,eguagliando la Fiorentina del 2004/2005, proprio al ritorno in Serie A. Con ben 7 punti in meno rispetto alla passata stagione.
Peggio i viola hanno fatto solo nel 2018/2019, quello con Pioli e Montella che vide lo 0-0 finale al Franchi contro il Genoa di Prandelli (e dal vivo ad assistere il match c'era anche Joe Barone). Con la difesa che già è la peggiore degli ultimi 17 anni con ben 59 gol subiti, ne esce un quadro da cui è facile intuire come a Firenze ci sia grande attesa per capire in che direzione andrà la prossima Fiorentina.
LA DIREZIONE VIOLA. Anche perché, appunto, una piazza che storicamente ricopre, nella classifica perpetua della Serie A, il quinto posto del calcio italiano, ha grande voglia di risorgere dopo aver vissuto per tre anni di fila una lunga ed estenuante corsa salvezza.
Nel 2005, una delle annate citate, si ripartì cambiando molto in estate e avviando il ciclo Prandelli. Così come nel 2012 con Montella. Annate spartiacque per la Viola moderna. In che direzione andrà, invece, la prima 'vera' Fiorentina di Commisso?
Perché nonostante le difficolta e gli errori, le grandi aspettative iniziali e le polemiche, il presidente viola ha ragione: un periodo di adattamento è necessario. Ed è giusto concederlo, anche se lo stesso patron gigliato è il primo a non essere contento per il suo primo biennio viola.
Lo ha detto più volte, anche in relazione all'importante impegno economico. IL MOMENTO GIUSTO PER RIPARTIRE. Adesso, però, c'è la grande occasione per varare la 'sua' Fiorentina: nessun vincolo con allenatori scelti da altri, giocatori a fine ciclo che saluteranno, contratti pesanti da discutere, maggior conoscenza del calcio italiano e una discreta somma che tra l'altro potrà entrare nelle casse viola (dagli oltre 10 milioni per Lafont e Ceccherini già incassati agli almeno 40 milioni che potrebbero entrare con Milenkovic e Pezzella, passando per i soldi di Chiesa ad altre possibili cessioni, come Kouame o Dragowski che hanno avuto molto mercato anche di recente).
Insomma, c'è tutto per poter tirare una linea dopo questo primo biennio e ripartire. DIRIGENTI E ALLENATORE. Chiaro, c'è curiosità di capire le prime scelte. Che poi saranno quelle chiave. Struttura societaria e allenatore. Con Pradè che va verso la permanenza e Accardi confermato dall'Empoli, c'è l'ex Perugia Goretti tra i possibili candidati per ampliare l'area tecnica.
Mentre ormai è chiaro che per Gattuso si aspetta solo domenica per poter incontrarsi in maniera definitiva e capire se e come annunciare un matrimonio per il nuovo corso viola. Commisso non ha smentito i contatti, ma ancora non è fatta al 100%.
"Non abbiamo fatto un grandissimo campionato, però dateci tempo. In questi due anni abbiamo imparato tanto sia a Firenze che del calcio italiano. Sono fiducioso per il futuro della Fiorentina“, ha detto domenica Joe Barone. Firenze aspetta, si divide sulle polemiche rilanciate dal presidente viola ma come al solito attende la risposta dei fatti.
I primi potrebbero arrivare a breve, con le auspicate decisioni di Commisso. LE SCELTE DI ROCCO. Il presidente viola lascerà nelle prossime ore Firenze per tornare negli Stati Uniti, è chiaro come prima di partire abbia già definito tanti punti 'caldi' con i suoi dirigenti.
Magari si è parlato proprio di questo nell'incontro di ieri sera. Un manager come Commisso, che prende in prima persona le decisioni più importanti, difficilmente sarebbe ripartito senza avere certezze sul futuro. Al di là delle provocazioni sulla società in vendita ai "fiorentini ricchi" e ad altri riferimenti polemici.
Sa di giocarsi tanto anche agli occhi dei tifosi. Certo, le frasi sulla "statua a Iachini" e la stessa battuta a Beppe (era solo una battuta?) sulla possibile riconferma del tecnico hanno fatto un po' storcere il naso a una parte dei tifosi, ma magari tutto questo era solo, pura, riconoscenza verso un allenatore con cui il rapporto è stato molto forte.
E le parole del gruppo lo dimostrano ulteriormente. DA BEPPE A RINO. Tant'è, quella stretta di mano di domenica al Franchi tra Iachini e Gattuso potrebbe aver anticipato un simbolico passaggio di consegne. Senz'altro sarebbe un bel modo per far parlare i fatti.
E dare subito un'impronta chiara al domani della Fiorentina. Pochi giorni ancora di attesa. Forse. Commisso ha rimandato tutto a fine campionato. A Crotone sabato l'ultimo atto. Firenze però ha una gran voglia di guardare oltre.



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