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Vlahovic punta Ibra, ma sul futuro gioca a nascondino. Il Mondiale dalla parte dei viola?

Il Corriere Fiorentino si concentra oggi su Dusan Vlahovic, tornato euforico per aver conquistato il pass Mondiale con la sua Serbia

L’ultimo tassello di una crescita che sembra non conoscere limiti lo ha messo domenica sera Dusan Vlahovic, qualificandosi con la Serbia per il prossimo Mondiale in Qatar che, per il centravanti viola, sarà la prima, grande manifestazione internazionale della carriera, scrive stamani Il Corriere Fiorentino in edicola.

Nel 2018 infatti era troppo giovane per prendere parte al torneo in Russia mentre all’Europeo scorso, per il quale sarebbe stato certamente convocato, la sua nazionale non si è qualificata. «L’avevo promesso a Milenkovic — ha raccontato ieri — quando dopo l’eliminazione ai gironi in Russia tornò ed era molto deluso.

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Gli dissi che avremmo partecipato insieme al Mondiale successivo». Detto, fatto. Dusan in Qatar ci sarà e, per qualcuno, questa potrebbe essere una carta in più nel mazzo della Fiorentina. Il riferimento è alla possibilità (remota) di prospettargli un futuro in panchina se Vlahovic dovesse rifiutare le offerte che arriveranno sul tavolo della società.

In molti infatti, pensano che il bomber abbia un accordo di ferro con un club (la Juventus?) e che, quindi, non sia disposto ad ascoltare nessun’altra proposta. Si vedrà. Di certo c’è che Dusan, anche in questa impresa mondiale, ci ha messo tanto del suo.

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Basta pensare alla gara dell’altra sera. Davanti aveva il Portogallo di Cristiano Ronaldo ma Vlahovic non ha mostrato il minimo imbarazzo. Anzi. Ha colpito un palo, ha trascinato i compagni e, pur non trovando il gol, è stato tra i migliori in campo stravincendo il confronto con CR7.

In totale, nel girone di qualificazione, Dusan ha giocato 8 partite, mettendo insieme 489’ e 4 gol, per una media di una rete ogni 122’. Del resto, che sia uno abituato a segnare, ormai si sa. In stagione, tra Fiorentina e Nazionale, sono già 15 (in 20 partite) i gol segnati.

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Numeri da top player. Pronto, tra poco più di un anno, a sfidare gli attaccanti più forti del pianeta. «Penso solo a lavorare sempre di più — ha ribadito dopo la qualificazione — ho tanta fame di gol e vittorie. Se lo farò, penso che alla fine tutto andrà a posto».

La domanda era sul futuro ma sul tema, si sa, Dusan e il suo agente hanno scelto di giocare a nascondino anche se non passa giorno senza che da qualche parte arrivi la notizia di una maxi offerta. L’ultima l’ha rilanciata il Sun , secondo il quale il Tottenham, su precisa richiesta di Conte, sarebbe pronto a mettere sul piatto 70 milioni di sterline (circa 82 milioni di euro) pur di averlo.

E poi ancora Juventus, Manchester City, Arsenal, Bayern Monaco, Psg. Tutte società che, direttamente o indirettamente, hanno bussato alla sua porta. Del resto, nei prossimi mesi, il gran ballo delle punte (sul mercato) potrebbe coinvolgere fenomeni come Haaland, Mbappe, Kane.

Tutta gente che, Vlahovic compreso, nel 2022 potrebbe ritrovarsi in Qatar. Nel frattempo, Dusan, continuerà sulla sua strada. Prossimo ostacolo: Ibra. L’anno scorso, si fece regalare (e firmare) la maglia rossonera. Chissà, magari sabato sera Zlatan potrebbe chiedergli la sua.

Perché l’allievo non avrà ancora superato il maestro ma intanto Vlahovic, a differenza di Zlatan, ha già conquistato il Mondiale. Un altro passo, per diventare il più forte di tutti.

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