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Vlahovic, proprio una scarpa d'oro. Commisso prova a blindarlo, ipotesi clausola

Dusan non vuole fermarsi: è a 21 gol, è nella Top 10 tra i marcatori della Fiorentina per reti in un campionato. Una stagione super, Rocco prova a confermarlo

In pochi mesi, si è trasformato da promessa in certezza. Il “Magnifico Messere” di Firenze è sempre più Dusan Vlahovic, il ragazzo di Belgrado scovato da Pantaleo Corvino nelle fila del Partizan e portato in Italia appena maggiorenne, con una valigia piena di sogni e una montagna gigantesca da scalare.

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Ha spazzato via già molti record e la sensazione è che non abbia affatto voglia di fermarsi: è riuscito ad abbattere il muro di almeno 20 marcature stagionali - è a 21 - diventato un tabù dalla stagione 2005/06. Quell’anno ci riuscì Luca Toni, a quota 31, che vinse la Scarpa d’Oro, poi il vuoto.

Gilardino, al massimo, si è spinto a quota 19. Oggi è lui a regalare brividi ed emozioni, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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TOP 10.  Questo ragazzone di soli 21 anni, adesso, vuole arricchire la storia di altri dettagli, specie ora che nella “Top 10” dei cannonieri viola c’è pure lui, al centro di questa parata di stelle.

Ha già… “scavalcato” Giuseppe Virgili, 20 reti nel ’55/’56, l’anno del primo scudetto, e nel mirino ora ci sono Enrico Chiesa, Aurelio Milani e Miguel Montuori (22), senza dimenticare Alberto Galassi (23), Pedro Petrone (25), Kurt Hamrin e, ovviamente, “Re Leone” Batistuta (26).

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Vlahovic ha raccolto il guanto di sfida e adesso non ha intenzione di smettere di divertirsi. Ha segnato quanto Muriel e Lukaku in Italia e, soprattutto, quanto Harry Kane e Karim Benzema. E’ terzo per numero di reti nel 2021 dietro solo a Lewandowski e Leo Messi.

TRA SFIDA E SOGNO.  Ecco perché la sfida di Rocco Commisso di riuscire a blindarlo è ancora più intrigante. Trattenerlo, prolungandogli l’attuale contratto (scadenza 2023) e prevedendo un sostanziale adeguamento economico in grado di proiettarlo al livello dei top player della Fiorentina è la strada più efficace per misurare, fin da subito, il nuovo progetto sportivo.

Sarà preannunciato non appena verrà raggiunta la certezza aritmetica della permanenza in A. Che possa essere questo il primo regalo del patron viola alla città? Di certo, sarebbe quello più immediato, dal valore sì simbolico, ma anche assolutamente concreto.

C’è da cancellare il ricordo di questi due anni di passione, vissuti rincorrendo al massimo l’obiettivo della salvezza e ricominciare con un Vlahovic in più rappresenterebbe un valore aggiunto. I NODI.  Il patron sta lavorando col serbo, magari sfruttando anche l’idea di una possibile clausola rescissoria come escogitò lo stesso Pradè in passato per Vecino.

C’è da sciogliere il nodo allenatore (restano in corsa Juric, Gattuso ma attenzione alla possibile sorpresa estera: serve per forza aspettare la fine della stagione). Da capire poi se, come sembra, a Pradè possa essere affiancata una figura legata allo scouting, da Eduardo Macia fino a Roberto Goretti.

Anche per questo, Commisso non è ripartito per gli States, nonostante i tanti impegni di lavoro. La Fiorentina, per lui, non è uno scherzo. Ripartirà non appena i tempi saranno maturi ed i suoi uomini porteranno avanti i lavori commissionati.

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