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Vlahovic, non solo i gol. Gara di sacrificio tra corsa e recuperi 'da difensore'

Dusan è salito a quota 16, come aveva fatto Giuseppe Rossi con Montella. Ma la crescita (enorme) è soprattutto nella gestione del pallone e nell'aiuto alla squadra

Ricordate il Vlahovic che faceva fatica a tenere un pallone, che non riusciva ad aiutare la squadra?

Sembra passata una vita, ricordi quasi sbiaditi, perché il 9 viola è riuscito in una metamorfosi che in pochissimi potevano preannunciare. Non tanto sul talento del classe 2000, evidente fin da ragazzino, né su quella determinazione che ha sempre avuto.

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Ma sul 'lavoro sporco'. Quello che, al di là dei gol, risulta fondamentale per la squadra. TAPPE BRUCIATE. Vlahovic, adesso, è un giocatore totalmente diverso proprio nel suo gioco per i compagni. Quasi sempre da solo, là davanti, a fare 'la guerra' con gli avversari.

E spesso a vincerla. Prandelli, nei mesi, ha insistito tanto su questo tasto, nel far capire a Dusan che ogni azione può essere importante. Non solo quando è vicino alla porta. E il 21enne viola ha assorbito tutto in tempi rapidissimi.

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Di solito un attaccante acquista certe doti solo con i 25-26 anni, ma Vlahovic sta bruciando le tappe. Al di là dei gol, della presenza in area. Fa impressione quando protegge palla spalle alla porta, quando duella con i difensori, quando prende palla e va.

Ora ha piena consapevolezza nei propri mezzi, tecnici e fisici. Un lavoro importantissimo per una Fiorentina che anche a Verona faceva una fatica tremenda ad uscire. A fare due passaggi di fila. CUORE E POLMONI. Sembrava un veterano, Vlahovic.

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Invece ha 21 anni. Una partita di sacrificio, l'ennesima, con un pallone buono in area (colpo di testa alto di poco) e quel contropiede nel recupero finale che senz'altro poteva gestire meglio. Poi tanta solitudine, ma anche tanta lotta.

Con 5 falli subiti (dato più alto tra i giocatori in campo al Bentegodi) e addirittura 7 palloni recuperati. Un'enormità per un attaccante. Un dato... da difensore. Perché Quarta ha recuperato gli stessi 7 palloni di Vlahovic, e meglio tra i viola hanno fatto solo Caceres (9) e Pezzella (10).

Nel mezzo anche parecchia corsa. I dati Lega certificano gli 11,258 km per Vlahovic, 3° viola dopo Amrabat e Pulgar. Così come 3° (con 10,739 km) era stato anche a Reggio Emilia sabato. Una prova di cuore e polmoni, insomma. CHE RITMO!

Ovviamente oltre alla freddezza dal dischetto. Quattro su quattro dagli undici metri in stagione, un altro gol pesantissimo come furono quelli di andata proprio contro Verona e Sassuolo. Una rete che lo porta a quota 16 in totale in campionato, 15 nelle ultime 20 partite e 7 (con un assist) nelle ultime 6.

Numeri eccezionali per il vero trascinatore di questa Fiorentina. Per ritrovare un altro attaccante viola capace di segnare 16 gol in un campionato bisogna tornare al 2013-2014, a quel Giuseppe Rossi che faceva sognare con la Fiorentina di Montella.

MUTU E GILA NEL MIRINO. Eguagliata anche la coppia Mutu-Toni del 2006/2007 con Prandelli: ora nel mirino, tra i migliori bomber viola degli ultimi 20 anni (che hanno avuto a supporto squadre decisamente più forti di questa), ci sono il Mutu 2007/2008 (17 gol in A) e il Gilardino 2008/2009 (19 reti).

Inarrivabile il Luca Toni Scarpa d'Oro del 2005/2006 (31), ma è chiaro che con 6 partite ancora da giocare Vlahovic può scrivere pagine importanti della recente storia viola. E soprattutto continuare a trascinare la sua Fiorentina verso una sofferta salvezza.

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