Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Vlahovic nel ciclone già a ottobre: è un grande rischio. Diverse le strade che può percorrere la Fiorentina

Analisi e prospettive future di una vicenda della quale non conosciamo ancora le conseguenze

La settimana delle nazionali solitamente regala minor interesse attorno al mondo dei club, ma per la Fiorentina stavolta non è così. La definitiva rottura tra Rocco Commisso e Dusan Vlahovic sulla questione rinnovo di contratto, certificata dalle dichiarazioni pubbliche del presidente gigliato, ha alzato un altro polverone dopo le parole dello stesso Commisso di una settimana fa.

sponsored

DUSAN L'INGRATO. Con la parola fine sul rinnovo del serbo si palesa per l'ennesima volta quel senso di ingratitudine che ormai di frequente i giocatori manifestano nei confronti delle società che li hanno lanciati. Oltre a guadagnare più del massimo di ciò che una società come la Fiorentina può offrire, Vlahovic sarebbe potuto comunque andar via a partire dalla prossima estate, forte di una clausola rescissoria messa apposta per consentire al ragazzo di lasciare Firenze di fronte però a un'offerta che tutelasse anche la Fiorentina.

sponsored

Invece, niente di fatto. Forse le commissioni ai procuratori dell'ex Partizan sono state ritenute insufficienti, o forse c'è già l'ombra di qualche grande squadra dietro le quinte. Restano i modi di agire poco simpatici, per usare un eufemismo, di Ristic e soci nel condurre le operazioni, oltre alla già citata grande ingratitudine dimostrata da Vlahovic stesso.

sponsored

VITTORIA O AUTOGOL? Resta il fatto che questa vicenda lascia grande dispiacere e tanti dubbi. Si è scelto di svelare pubblicamente comportamenti estremamente fastidiosi durante la trattativa, fino ad annunciare che il ragazzo non rinnoverà.

La Fiorentina già a ottobre si ritrova dunque una situazione potenzialmente esplosiva per via della pressione mediatica e ambientale che da qui in avanti circonderà Dusan e di conseguenza tutta la squadra. Si rischia di incrinare un meccanismo che fin qui aveva funzionato molto bene anche grazie allo stesso Vlahovic, al quale nessuno (neanche un Commisso infuriato) ha mai recriminato mancanza di impegno o di stimoli in questo inizio di stagione.

Dopo un avvio positivo, potrebbe essere un gran bell'autogol. Non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico: rendere pubblico il mancato rinnovo indebolisce ulteriormente la posizione del club proprietario del cartellino.

Si poteva nascondere 'sotto il tappeto' la più che legittima insofferenza per come la vicenda è stata portata avanti da procuratori e giocatore, aspettando fine stagione per sfogarsi e cercando nel frattempo di glissare sull'accaduto.

Si è scelta invece la via della trasparenza. L'integrità di Commisso è salva, la sua popolarità cresce, ma a che prezzo? CESSIONE IN ESTATE. Le conseguenze possono essere molteplici. Da un punto di vista prettamente sportivo, la migliore delle ipotesi sarebbe trattenere Vlahovic (e ovviamente farlo giocare se lo merita) fino alla fine della stagione.

Questo a causa dell'assenza di un sostituto valido in rosa. Anzi: viste le prestazioni di Kokorin, la Fiorentina a gennaio avrebbe dovuto trovare un vice Vlahovic a prescindere dall'esplosione del caso sul suo mancato rinnovo.

Insomma, si tratterebbe di continuare a impiegare il classe 2000 fino al termine della stagione, con la speranza che il ragazzo non risenta sul campo dell'ambiente focoso attorno a sé e aiuti la squadra nel condurre una buona stagione.

Dopodiché, in estate dovrebbe arrivare la cessione – ovviamente a un prezzo inferiore del valore di mercato – per cercare di limitare i dannidella mancata valorizzazione al 100% di un proprio asset, vero e proprio ritornello della Fiorentina degli ultimi anni (non solo dei viola, a dirla tutta).

Le criticità di questa eventualità stanno proprio nella decisione della Fiorentina di rendere pubbliche le difficoltà nella trattativa per il rinnovo, generando una situazione ambientale complicata con il rischio che ciò si ripercuota in un drastico calo delle prestazioni del centravanti serbo.

CESSIONE A GENNAIO. Le alternative? La migliore dal punto di vista economico è cercare di cedere Vlahovic a gennaio, lasciandolo titolare fino al momento della cessione e acquistando in fretta un'alternativa valida. Una soluzione non scontata.

In un mercato di riparazione in cui girano pochi soldi e di solito cambiano squadra solo gli esuberi, si incontreranno difficoltà nel trovare sia un acquirente per il calciatore sia la sua alternativa. Inoltre, se fosse vero che Vlahovic ha già un accordo con un'altra squadra, il serbo non accetterebbe mai di essere ceduto a gennaio.

Ci sono anche dubbi dal punto di vista sportivo. Se la Fiorentina a gennaio fosse già praticamente salva ma lontana dalla zona Europa, questa sarebbe la soluzione più sensata. Con i viola ancora in lotta per obiettivi concreti, invece, la partenza del classe 2000 rischierebbe di tagliare le gambeal gruppo, a prescindere dal valore dell'alternativa che dovrebbe arrivare.

SOLUZIONE PUNITIVA. Infine la soluzione estrema: far sedere il ragazzo in panchina o in tribuna fino alla scadenza del contratto, nel 2023. Quest'ipotesi sarebbe una dimostrazione di forza da parte della società, volta a punire sensibilmente l'ingratitudine del calciatore.

Tuttavia, risulta la scelta più tafazziana del lotto, sia dal punto di vista economico che da quello sportivo. La Fiorentina perderebbe il suo giocatore più importante senza ricavarci neanche un euro; allo stesso tempo, i viola si priverebbero anche del valore sul rettangolo verde dell'attuale numero nove.

Il ragazzo, di contro, subirebbe un duro colpo restando fermo un anno e mezzo. Tuttavia, per evitare accuse di mobbing dovrebbe comunque allenarsi con la squadra e rimarrebbe comunque libero di scegliersi una squadra al termine del contratto.

La giovane età, poi, gioca a suo favore: nel 2023 Vlahovic avrà soltanto 23 anni e non faticherà a trovare squadre interessate. Ecco perché, per quanto stuzzichi l'animo del tifoso che si sente giustamente preso in giro dal comportamento del ragazzo e del suo procuratore, quest'ultima ipotesi sarebbe un mezzo disastro per la Fiorentina.

NULLA È SCONTATO. La linea dura presa dalla Fiorentina si riflette anche nelle ultime dichiarazioni di Commisso, con un passaggio che può rivelarsi fondamentale: "A me ed alla Fiorentina non resta altro che prendere atto della volontà del calciatore e del suo entourage e di conseguenza individuare nel breve soluzioni fattibili ed adeguate per proseguire al meglio questa nuova ed entusiasmante stagione".

Parole che sembrano indicare una cessione imminente, ma nulla è scontato. Il caso Vlahovic è solo all'inizio. Qualunque sia l'idea che ha in mente la società, ci si augura che l'eventualità del mancato rinnovo del serbo sia già stata presa in considerazione dalla Fiorentina durante la scorsa estate, quando i viola si sono presi il rischio di non cedere Vlahovic a due anni dalla scadenza del contratto.

Attualmente la strategia comunicativa dei viola sembra dire altro, ma saranno le prossime mosse a fare chiarezza su questa brutta vicenda.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento