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Vlahovic: missione consacrazione (e rinnovo). Italiano cambia ancora la Fiorentina

Dusan, il mondo ribaltato nel giro di un anno: ora tutti lo considerano un 'top' del campionato. Per i viola all'orizzonte c'è il test di Bergamo

Un anno fa, di questi tempi, Dusan Vlahovic rimaneva in panchina nelle due gare della Serbia in Nations League e si apprestava a partire sempre fuori nelle prime due partite di campionato con Torino e Inter, dietro alla 'concorrenza' di Kouame (titolare in quelle due gare) e Cutrone.

In questo inizio di settembre, invece, il centravanti serbo ha segnato con la maglia della propria Nazionale (fornendo anche un assist) ed è reduce da un inizio di stagione in viola con doppietta in Coppa Italia e rete al Torino per la prima vittoria in campionato.

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Il mondo ribaltato nel giro di un anno, insomma. Dal no ad un prestito per maturare, nel mercato estivo 2020, al no ai grandi club esteri che hanno provato con forza a portarlo via da Firenze. "Non penso a un trasferimento, anche se intorno a me c’è molta pressione pubblica.

Non sono deluso di essere rimasto alla Fiorentina, questa è la mia decisione. Sta a me fare ciò che mi viene detto in allenamento. Non voglio dire se sarò in grado di ripetere i numeri della scorsa stagione. Sono fiducioso nelle mie capacità, ma niente cadrà dal cielo",ha detto Dusan nei giorni scorsi dalla Serbia.

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DA RIVELAZIONE A CONSACRAZIONE. Ora, come ogni giovane che 'esplode' calcisticamente in pochi mesi, arriva lo step forse più difficile: la consacrazione. La scorsa stagione Vlahovic si è conquistato gli onori della cronaca a suon di gol, 21 a fine campionato.

Ben 20 dei quali da metà dicembre in poi, tanto che nell'anno solare 2021 ha segnato gli stessi gol di Mbappè in campionato (18), più di Benzema e Ronaldo (17) e a -2 da Haaland (20). Proprio al fenomeno del Borussia Dortmund è stato più volte accostato, da coetaneo, il classe 2000 viola, sempre più negli ultimi mesi.

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Da sorpresa a certezza, insomma. Ora tutti si aspettano un Dusan protagonista. Posto da inamovibile nell'attacco viola, testa concentratissima sull'obiettivo e grande determinazione nel migliorarsi giorno dopo giorno. Non solo: quest'anno ha ancor di più una squadra che può aiutarlo ad esprimersi, un gioco che può valorizzare ancor di più un centravanti con la voglia matta di spaccare il mondo.

TRA I PIU' FORTI. La '9' ancora sulle spalle e la prospettiva di poter essere tra gli attaccanti più forti della Serie A appena iniziata. Del resto, con la partenza di Ronaldo e Lukaku, tra i migliori marcatori rimasti nel nostro campionato c'è solo Muriel (22 reti un anno fa) davanti a Vlahovic.

Dietro ci sono Immobile (20) e gli altri. Insomma, adesso tutti aspetteranno e 'accoglieranno' Dusan come attaccante di primo livello. "Vlahovic secondo me è già il più forte del campionato",si è sbilanciato Antonio Percassi, presidente dell'Atalanta prossima avversaria viola.

Ma già con Roma e Torino si è visto come i difensori avversari prendano precauzioni maggiori, con marcature strette e chiusure preventive, nei confronti del serbo. Se i giallorossi erano riusciti a limitare Dusan, i granata sono invece stati colpiti comunque da una prodezza del classe 2000.

RINNOVO. Qualcuno lo ha definito il colpo migliore della Fiorentina nel mercato estivo, ora è chiaro che per suggellare il matrimonio e la sua permanenza ci voglia la famosa firma sul rinnovo di contratto. Altrimenti nel giro di qualche mese ripartirà il tormentone.

Commisso già a fine agosto si è spinto su cifre da "giocatore più pagato della storia viola", dopo i nuovi contatti con l'agente qualcosa potrebbe muoversi nelle prossime settimane. Ma in tutto questo c'è un ragazzo di 21 anni che non si è distratto per un attimo.

Trascinato da un allenatore che sta convincendo tutti per la sua determinazione e le sue idee di calcio. LA FORZA DELL'ALLENATORE. Da Moena a Firenze, Italiano ha plasmato il gruppo intorno alla sua filosofia di gioco, rilanciando giocatori reduci da mesi complicati (Callejon), dando fiducia a chi sembrava sicuro partente (Saponara, Benassi e Duncan), convincendo a restare chi poteva avere sulla carta proposte più allettanti (Milenkovic, ma non solo) e lasciando andare chi invece non credeva nel progetto (Lirola).

Il gruppo si è unito intorno all'allenatore e al suo staff, già dalle prime uscite si è respirato un clima molto diverso rispetto agli ultimi anni. Miglior via per costruire qualcosa di importante. CAMBIA ANCORA. Dalla Roma al Torino, Italiano ha operato tre cambi nella formazione titolare.

L'impressione è che verso l'Atalanta ci possano essere ancora 4/5 cambiamenti rispetto all'ultima gara. 'Colpa' delle Nazionali, sì, ma anche della volontà del tecnico di far girare la rosa a seconda della condizione e del tipo di partita da affrontare.

Non a caso, lo scorso anno lo Spezia ha utilizzato 35 giocatori, e Italiano ha cambiato 37 formazioni su 38 di partita in partita. Dall'Argentina torneranno a ridosso della partita di Bergamo Quarta e Gonzalez, dal Cile Pulgar: difficile considerarli titolari sabato contro l'Atalanta, nonostante tutti e tre fossero partiti dal 1' contro il Torino.

Al loro posto pronti Igor, Sottil e il nuovo arrivato Torreira, che in questi giorni sta lavorando con i compagni al centro sportivo. Mentre in porta tornerà Dragowski dopo la squalifica. Italiano è pronto a cambiare ancora, occhio anche ad altre sorprese (soprattutto in mezzo al campo). Atalanta nel mirino, seconda big in trasferta dopo la buona prova (ma avara di punti) all'esordio a Roma.

Un altro test per capire la dimensione di questa nuova Fiorentina.

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