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Vlahovic e Ribery, l'allievo e maestro. Come fratelli a Firenze

Franck è stato decisivo per la crescita di Dusan, soprattutto nei momenti difficili. Parole al miele tra i due: domani saranno avversari

Sorrideranno, si abbracceranno a lungo. Poi, una volta fischiato l’inizio, non si faranno sconti. Da una parte Dusan Vlahovic, il capocannoniere del campionato coi sui 13 gol in 16 gare. Dall’altra Franck Ribery, arrivato due anni fa a Firenze come primo colpo della gestione Commisso, tra speranze e sogni di ribalta.

Così scrive La Repubblica.

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FRATELLI. Si ritroveranno l’uno di fronte all’altro. Il campione e il ragazzo ormai diventato uomo. Grazie anche ai consigli, all’esperienza, alla maturità e all’esempio di chi in carriera ha vinto praticamente tutto.

«Dico grazie anche a Ribéry — ha detto a inizio stagione Vlahovic mi parlava per ore riempiendomi di consigli, come un fratello maggiore. Gli sarò per sempre grato». «Per me Dusan è stato come un piccolo fratello — rispose l’ex Bayern —.

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È un giovane che mi ha ascoltato e sono il primo a essere felice per lui. Ricordo anche i momenti duri che ha attraversato: io l’ho aiutato dandogli dei consigli su come comportarsi e come lavorare. Al campo si è sempre comportato egregiamente e questo secondo me è da ammirare».

ESEMPIO. Il ruolo di Ribery, più nello spogliatoio che in campo, è stato determinante per Vlahovic. Un legame che si è sviluppato nei due anni a Firenze e che per l’attaccante serbo è stato particolarmente prezioso. Franck, ad esempio, si allenava anche all'alba o di notte dopo una sconfitta: lo stesso fece Dusan dopo un pareggio a Cagliari.

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