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Vlahovic, 70 milioni di nodi: tra chi dice no (rimettendoci valanghe di milioni) e chi monetizza ricostruendo rose più forti

Vlahovic e 70 milioni di nodi: tra chi dice no (rimettendoci valanghe di milioni) e chi monetizza e ricostruisce rose più forti. Cosa farà la Fiorentina?

Belotti, Donnarumma, Lewandoski…l’elenco dei calciatori per i quali i club di appartenenza hanno detto no a mega offerte, finendo poi per vedere i propri gioielli svalutarsi o andar via a zero, è lungo. Ed è destinato ad allungarsi visto l’andazzo del calcio moderno, regolato da politiche che danno enormi poteri (sotto forma di “diritti”) ai calciatori piuttosto che ai club.

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Se Cairo avesse accettato gli 80 milioni che offrì il Milan per Belotti, chissà come e se sarebbe cambiata la storia recente del Torino, che su quella mancata maxi entrata si è incartato, così come il Milan che per Donnarumma ha sempre rifiutato ogni tipo di offerta perdendolo a zero, fino a quando il Dortmund respinse ogni tipo di offerta per Lewandoski perdendolo, alla fine, a parametro.

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Casi, epoche calcistiche e mercati, ovviamente, differenti. Ma il rischio che accada lo stesso, o comunque qualcosa di simile, alla Fiorentina con Vlahovic c’è. NODI. Un club come la Fiorentina il cui fatturato è crollato, per via del covid e il ripetuto mancato accesso all’Europa, a poco più di 70 milioni di euro (nonostante le immissioni di denaro dirette da parte di Commisso attraverso Mediacom), può permettersi di rifiutare offerte pari al fatturato di un anno, come quelle che arriveranno per il serbo?

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La scadenza di contratto tra due anni, inoltre, è il nodo principale che dà enorme potere a Vlahovic e al suo entourage. La Fiorentina, infatti, può respingere ogni tipo di offerta, ma sa benissimo che, col contratto in scadenza nel 2023, senza rinnovo non potrà più incassare una cifra simile, e neppure vicina.

La volontà è quella di trovare un accordo che accontenti Vlahovic, vogliamo tenerlo”, disse Commisso sul serbo a giugno. Barone, nel corso dei mesi a seguire, ha ripetuto il mantra. Ma fin qui, la firma sul rinnovo non è mai arrivata.

Ignorare il bagno di sangue economico che potrebbero fare le casse della società viola, perdendo un patrimonio così elevato a zero in cambio di altre due stagioni in maglia gigliata, è un boomerang tutto da calcolare. Sul piatto della bilancia, infatti, c’è l’aspetto tecnico: questa Fiorentina, con l’appeal sportivo che si ritrova in questo momento, dove lo ritrova un centravanti che possa garantire il rendimento di questo Vlahovic?

Ma, allo stesso tempo, il rendimento di Vlahovic può indurre la Fiorentina ad andare a dritto per la sua strada, rischiando di perderlo a zero? Tradotto: la Fiorentina, nel caso in cui decidesse di dire no ad ogni ulteriore offerta, senza rinnovo del serbo, avrebbe la forza economica di proseguire un percorso di rafforzamento e crescita?

RI-COSTRUZIONE. Il recente passato della Fiorentina è lì a testimoniare come, quando è stato ceduto un calciatoreforte, non sempre si sia riusciti a rimpiazzarlo a dovere. Anzi. Il caso Chiesa-Callejon è l’esempio più lampante.

Per quanto i soldi della cessione dell’esterno ai bianconeri abbia portato 60 milioni dilazionati in più esercizi economici, la Fiorentina non ha ritrovato (ancora) un giocatore che avesse il peso sportivo di Chiesa. Lo stesso discorso potrebbe valere per Vlahovic.

C’è invece chi da un mega incasso ha ricostruito rose crescendo nel tempo. Il Napoli, dalle cessioni di Cavani e Lavezzi, ha fatto un balzo in avanti con innesti di livello superiore, come fece la Juventus anni fa con la cessione di Zidane o il Tottenham con quella di Bale.

L’altro grande macro-nodo è il come reinvestire quei soldi. I tanti acquisti flop messi a referto dalla Fiorentina nelle ultime sessioni di mercato sono un altro monito: troppo spesso, infatti, i soldi usciti per gli innesti sono stati gettati alle ortiche.

Perdere Vlahovic adesso, a quindici giorni dalla fine del mercato, ridurrebbe ulteriormente i margini di manovra per le entrate, col grosso aumento dei rischi di fallire gli eventuali obiettivi. Una raffica di nodi tutti da soppesare, dunque, che dovrà far prendere alla Fiorentina una serie di decisioni a catena da non sbagliare, per nessun motivo.

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