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Viviano: «Baggio? A Firenze era una religione, mai visto un amore così. La mia vittoria è stata giocare nella Fiorentina»

L’ex portiere della Fiorentina ricorda l’incontro con il Divin Codino e il suo trascorso in maglia viola ai tempi di Montella

Sulle frequenze di Radio TV Serie A, l’ex portiere della Fiorentina, Emiliano Viviano, ha raccontato alcuni aneddoti legati a Roberto Baggio, suo grande idolo calcistico.

BRESCIA. «Roberto è sempre stato uno dei miei miti. Ho avuto la fortuna di allenarmi con lui ai tempi del Brescia e quando lo vidi per la prima volta negli spogliatoi quasi non ci credevo».

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FIRENZE. «Da noi Baggio era una religione. Lui è innamoratissimo della città e quando scoprì che ero di Firenze iniziò a farmi tantissime domande».

JUVENTUS. «Quando lasciò Firenze per andare alla Juventus si scatenò quasi una guerra civile. Non ho mai visto in Italia un calciatore amato quanto Roberto Baggio».

Poi sulla Fiorentina: «Cominciamo col dire che sono tifoso della Fiorentina. La mia vittoria più grande è stata poter indossare quella maglia, anche solo per un anno. Da bambino andavo in curva sognando di giocare nella Fiorentina e vedere quel sogno diventare realtà è stato qualcosa di speciale. In quella stagione facemmo 70 punti e chiudemmo al quarto posto. Poi non sono rimasto: c’erano stati alcuni problemi con Montella, successivamente chiariti, ma io avevo già realizzato il mio sogno. Per un fiorentino giocare nella Fiorentina non è semplice, senti tanta pressione addosso. Purtroppo non capita spesso di vedere calciatori fiorentini in maglia viola. Oggi gli esempi più importanti sono Federico Chiesa e Fazzini».

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Su ‘Pepito’ Rossi: «Secondo me era il più forte nel battere i rigori, li calciava in maniera straordinaria. Anche Balotelli era molto bravo».

Infine un ricordo di Prandelli: «Aveva una qualità rara: riusciva a spiegare concetti anche complessi in modo estremamente semplice. È stato il mio allenatore in Nazionale».


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