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Viola, l'ora delle scelte. Il tetris delle panchine, il nuovo tecnico come 'garante' della ripartenza

Da Gattuso a Fonseca, il casting per la panchina e l'attesa di Firenze. Sognando un futuro migliore

E' finalmente andata in archivio una lunga e faticosa stagione per la Fiorentina. Un'annata da 40 punti in campionato, la peggiore per rendimento dal post fallimento (ma non per posizione in classifica, 'grazie' al 13° posto al pari dell'Udinese) con 47 gol fatti (3° peggior attacco dal ritorno in A) e 59 gol subiti (peggior difesa sempre dal ritorno in A), e una differenza reti di -12.

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Solo 9 le vittorie in 38 partite, proprio come nel 2004/2005 e una in più del 2018/2019, con ben 17 sconfitte. Numeri che raccontano bene le difficoltà incontrate in un'annata ricca di problemi e contraddizioni. REAGIRE. Con la fine della stagione c'è però l'occasione di guardare al futuro.

Al domani. Tirare una linea e provare a ripartire. Perché poi si sa, quando le cose non vanno bene bisogna aggrapparsi a qualcosa di diverso. Alla speranza di poter tornare a respirare calcio, un pizzico di gioco, meno sofferenza da calcoli punto su punto per la corsa salvezza.

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Dopo il terzo anno vissuto così, a maggior ragione la piazza aspetta di conoscere la direzione della nuova Fiorentina. Nella speranza che davvero possa essere una 'nuova Fiorentina'. Già nella storia recente, del resto, i viola hanno saputo reagire ad annate sportivamente complicate: nel 2005, ad esempio, partì il ciclo Prandelli dopo la salvezza in extremis dell'anno prima, nel 2012 invece quello di Montella dopo il biennio Mihajlovic-Delio Rossi avaro di soddisfazioni.

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'GARANTE' DELLA RIPARTENZA. Allora la ripartenza viola si sposò con le idee di calcio di due allenatori emergenti, diversi tra loro ma uniti dalle idee in grado di trascinare Firenze. Anche oggi, quindi, c'è grande attesa per la scelta della prossima guida tecnica.

Il primo, vero, spartiacque per la Fiorentina che verrà. Dopo i ritorni di Montella e Prandelli, e dopo la doppia parentesi Iachini che ha permesso di arrivare a due salvezze non proprio scontate, adesso c'è la necessità di affidarsi ad un nuovo 'condottiero'.

Colui che in qualche modo sarà il 'garante' del nuovo progetto tecnico. Ma che dovrà essere anche supportato e assecondato dalla società proprio nelle sue idee di calcio. È l'ora delle scelte, insomma. E sono giorni 'caldi', di contatti e rapporti.

GATTUSO E FONSECA. Se fino ad un paio di settimane fa pareva Gattuso il nome in cima alla lista viola, adesso è Fonseca ad aver guadagnato quota. Già da settimane tramite intermediari sarebbe arrivata la disponibilità a mettersi a tavolino per parlare, con la fine del campionato si aspetta l'accelerata in un senso o nell'altro.

È chiaro, però, che la Fiorentina debba guardarsi anche dal dominodelle panchine destinato a partire a breve. Tra i 17 club rimasti in Serie A e i 2 già promossi, in pochi hanno già la certezza dell'allenatore per il prossimo anno.

Dall'Inter in giù, passando per Juve, Napoli, Lazio, Sassuolo e Sampdoria, ma allargando il discorso anche a Genoa, Cagliari, Torino, forse anche Udinese, Verona e Bologna, partirà un bel valzer di allenatori. E se con le squadre di medio-bassa classifica comunque la Fiorentina 'se la gioca', è chiaro che finché non saranno definite le situazioni nelle piazze ad ora più appetibili le cose saranno più complicate.

E anche all'estero ci sono diversi club di medio-alto livello che si guardano intorno. PRIORITA' ALLENATORE, POI IL RESTO. Non resta quindi da aspettare. Anche se la Fiorentina valuta da tempo più alternative, da Juric a Rudi Garcia e Marcelino.

Ma i primi due nomi restano quelli di Gattuso e Fonseca. Tutti profili di allenatori diversi tra di loro, con idee di calcio precise. Al di là della scelta, bisognerà poi andare di pari passo nella ri-costruzione della Fiorentina.

Se anche qualcuno pensa che possa non servire una rivoluzione totale, è chiaro che dal prossimo mercato andrà ricostruita gran parte della difesa, senz'altro puntellato il centrocampo, rinforzato l'attacco. Per non parlare degli esterni, al seconda dello stile di gioco che sarà scelto.

Con almeno 4-5 titolari (se non di più) da andare ad inserire, a fronte comunque di un discreto 'gruzzoletto' economico che, da Milenkovic a Pezzella, dai soldi di Chiesa alle entrate per qualche riscatto (già certo Lafont, forse Lirola) fino alle possibili altre cessioni (Kouame?

Pulgar? Biraghi? Dragowski? ) potrà entrare nelle casse viola. GAP DA COLMARE. Ma sono tutti discorsi da affrontare con il nuovo allenatore. Una scelta che diventa prioritaria. E determinante. Con Pradè che sta lavorando con Barone e in contatto con Commisso, andando così verso un ulteriore rinnovo (ancora non annunciato).

Poi si deciderà il resto, dalle situazioni dei vari Ribery e Caceres, fino a chi potrebbe partire. Una lunga estate in cui bisognerà ricostruire e ripartire dai 40 punti 2020/2021. La 'parte sinistra' è rimasta lontana 5 punti (ma per quasi tutto l'anno la Viola ha navigato nella 'parte destra'), il 9° posto ben 12 punti, mentre l'ultimo treno per l'Europa ben 22 punti.

Un gap parecchio ampio da provare a colmare. Magari col tempo, costruendo un percorso che possa riportare Firenze nelle posizioni che merita. I giorni dell'attesa, sognando un futuro migliore.

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