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Viola, due mesi con ritmo da Champions. Vlahovic-Italiano, feeling per l'Europa. Ora la Coppa da non snobbare

Fiorentina 4° per rendimento nelle ultime 10 partite di Serie A: il gruppo cresce, entusiasmo e grande unione. Col Benevento per stupire anche in gare secche

Negli ultimi due mesi, ovvero dalla ripresa dopo la sosta di ottobre, la Fiorentina ha viaggiato ad un ritmo da Champions League. Nonostante i due tonfi più rumorosi di questa prima metà di stagione, ovvero quelli di Venezia ed Empoli, i numeri parlano chiaro: nelle ultime 10 partite i viola hanno conquistato 18 punti, 4° miglior rendimento dopo Milan (20 punti), Inter (23) e Atalanta (26).

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Davanti a Juve-Empoli (17), Sassuolo (16), Napoli-Verona (15) e le altre, comprese Lazio (14) e Roma (13). Con il 2° miglior attacco insieme a Inter, Milan e Sassuolo (21 gol fatti, dietro solo ai 27 dell'Atalanta) e la 4° miglior difesa insieme ad Atalanta, Torino e Roma (11 gol presi, meglio solo Inter e Juve con 7 e Napoli con 10).

VENEZIA ED EMPOLI. Insomma, se il primo vero scatto di continuità, oltre al tris vincente Torino-Atalanta-Genoa in avvio, è stato concretizzato nelle ultime gare, in realtà il percorso virtuoso della Fiorentina è partito da tempo.

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Nonostante l'assenza di pareggi e l'altalena di risultati che ha caratterizzato gran parte del viaggio. Perché questo è un campionato particolare, e le rivali per l'Europa certo non brillano per continuità. Tanto che anche i brutti passi falsi di Venezia ed Empoli (che restano comunque parecchio pesanti da digerire) magari possono essere letti in maniera diversa, anche alla luce degli stop di Roma e Juve in Laguna e dei successi degli azzurri di Andreazzoli contro Lazio e per ultimo Napoli.

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Come a dire: gli inciampi ci sono per tutti, altroché. ENTUSIASMO. La Fiorentina, dalla sua parte, ha però un'identità chiara che si ritrova in poche altre concorrenti. Dalla Juve alla Roma, fino alla Lazio, tanto per citare le tre 'vecchie sorelle' più in difficoltà, stanno ancora cercando la propria strada.

I viola, invece, sotto la mano di Italiano hanno vissuto una prima metà di stagione che ha alimentato passo dopo passo l'entusiasmo. Sono passati attraverso cocenti delusioni, esami di maturità rimandati, partite perse immeritatamente.

Ma anche, soprattutto, hanno superato il caso-Vlahovic in maniera brillante. Di gruppo. Un uragano che poteva spazzare tante certezze, ma che ha finito per unire il gruppo. Dando nuova forza. RIVINCITA. Perché al di là di tutto fin da Moena all'interno dello spogliatoio è nato un patto speciale.

Un senso di rivincita dagli ultimi anni complicati, quasi umilianti per qualcuno, partito dai senatori del gruppo e trasmesso anche ai nuovi arrivati. E così pian piano si è cominciato a parlare di Europa. Prima Odriozola, uno che è abituato a lottare a certi livelli.

Poi Gonzalez e Vlahovic. Fino a mister Italiano:Siamo lì, siamo i primi inseguitori delle prime quattro, cercheremo di stare in quella zona di classifica: una volta che ci siamo arrivati vogliamo mantenerla”, le parole del tecnico dopo Bologna.

FEELING SPECIALE. Insomma, un obiettivo comune che si è creato a suon di risultati, senza che ad inizio stagione dalla società venisse posta un'asticella specifica. Ambizioni dei singoli che si sono intrecciate con quelle di squadra.

Vlahovic è l'esempio su tutti: chiara ormai la volontà di non rinnovare, ma non ha mollato di un centimetro. Anzi. Da metà ottobre, da quando Commisso rese pubblica la situazione contrattuale con quel duro comunicato, Dusan ha segnato 11 gol in 10 partite di campionato (oltre ad aver portato la sua Serbia ai Mondiali).

Mentalità da grande giocatore, sì, ma anche un feeling speciale con l'allenatore e con il gruppo. Biraghi, Venuti e gli altri lo hanno difeso ai primi fischi, le sue prestazioni e le sue reti hanno fatto il resto. Tanto che con il tempo sono tornati gli applausi di parte del pubblico e Vlahovic è tornato ad esultare davanti ai tifosi (non della Fiesole).

"Lavoriamo tutti per andare in Europa perché la Fiorentina non gioca le coppe da molti anni e sarebbe un grande successo per il club", disse il serbo qualche settimana fa. "Penso che questo gruppo di giocatori e questo staff se lo meritino e faremo tutti del nostro meglio per raggiungerli".

Concetti ripetuti più o meno ad ogni post sui social, come quello dopo la Salernitana:"Partita incredibile, vittoria molto importante, ma la strada è ancora lunga per raggiungere la nostra destinazione... Insieme verso nuovi traguardi!".

STUPIRE ANCORA. Parole che confermano l'obiettivo a breve termine di Vlahovic: aiutare la Fiorentina a centrare l'Europa. Anche così si spiega il muro alla cessione a gennaio che filtra dalla sponda del giocatore. Il futuro di Dusan sarà lontano da Firenze, ma non prima della prossima estate.

Poi, quando nel mezzo ci sono milioni e interessi, mai dire mai, ma quello che emerge è una volontà chiara e una sorta di patto nello spogliatoio viola. Una missione comune. Da centrare insieme. Nel mezzo, prima degli ultimi due impegni del 2021 di campionato (in cui Vlahovic potrà puntare a raggiungere, e magari superare, Cristiano Ronaldo e i suoi 33 gol in un anno solare di Serie A), c'è la Coppa Italia.

Un impegno da non snobbare. Tanto che mister Italianonon dovrebbe attuare un larghissimo turnover. Qualche cambio sì, ma tra giocatori che si sono alternati già in questa prima parte di stagione. Davanti, invece, dovrebbe esserci ancora Vlahovic.

A proposito di 'spirito di squadra'. Con il Benevento, 4° in Serie B, ci vorrà una Fiorentina con la "testa giusta". Perché questa squadra, come ha ribadito più volte Italiano, "se toglie il piede dall'acceleratore va in difficoltà".

Sarebbe un peccato non cercare di andare avanti in una competizione così, specie per una squadra che ha giocato fin qui a testa alta contro ogni avversario. Un'altra strada per l'Europa, tra l'altro. Intanto il Benevento. Poi, eventualmente, il Napoli a metà gennaio. Fiorentina, non fermarti.

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