Vai al contenuto
×

Vincere e crederci, ma questo gruppo è agli sgoccioli. Pronta una rivoluzione massiccia

Alle 15 la partita contro la Cremonese davanti a poco meno di 20.000 spettatori. Vincere per sperare, in attesa della rivoluzione sul mercato

Il popolo viola è pronto a vivere l'ennesima domenica di passione. Un'altra giornata di campionato nel quale rincorrere punti speranza, prima ancora che salvezza. Perché quella fiammella non si è ancora spenta. Nonostante tutto. E ci mancherebbe altro che fosse il contrario. Ci si avvia così a una partita da vincere a ogni costo. Un po' come lo erano le altre.

ATTESA. Si respira un clima d'attesa vigile intorno alla Fiorentina. C'è la sensazione che la partita contro la Cremonese possa essere una delle ultime di un gruppo che nel tempo si è dissolto. Dai 65 punti di Palladino in avanti. Sono passati sette mesi, sembrano un'eternità. Quella squadra non c'è più, nonostante gli interpreti siano più o meno gli stessi. Lo si è capito da tempo. Lo hanno capito (tardivamente) i dirigenti che ci sono sempre stati e quelli che arriveranno (Paratici è atteso nei primi giorni della settimana, forse già domani). Si va verso una rivoluzione profonda. Una sorta di restaurazione come raramente si è visto a gennaio nel calcio italiano.

sponsored

MERCATO. Di certo c'è che la Fiorentina ha fatto sondaggi per una marea di calciatori. In ogni ruolo. Dopo Solomon ne arriveranno altri anche in attacco. Esterni e trequartisti (l'approdo finale sarà il 4-2-3-1), profili che piacciono come quelli di Baldanzi, Luvumbo, Dominguez, Samardzic. Non nomi a caso. In questo momento profili costosi non sono aggredibili. Servono calciatori un po' ai margini, vogliosi di rilancio e soprattutto pronti subito a giocare. Arriveranno difensori e anche centrocampisti. Se ne andranno in tanti. Viti, Pablo Marí, Richardson, Nicolussi Caviglia, Dzeko, probabilmente Kouame (il cui ingaggio è pesantissimo). Occhio a Mandragora, pure a Ndour. Se la Fiorentina potesse piazzerebbe anche Sohm. Fazzini ha diverse richieste, soprattutto dalla Lazio. In mezzo al campo l'unico che al momento pare intoccabile è Fagioli. Ha cambiato il proprio destino in poche partite. Niente di eccezionale, ma ha dimostrato di poter crescere in fretta. Casadei (oltre Brescianini) piace a prescindere da Mandragora e un eventuale scambio. C'è Miretti nella lista di Paratici. Là dietro piace Coppola, quello prendibile con più facilità. Ma con il passaggio alla difesa a quattro e la presenza di Comuzzo, Ranieri e Pongracic, al momento un altro centrale non è la priorità. Chiaro debba arrivare nelle prossime settimane. Fermo restando che si muove qualcosa anche intorno a Pongracic, proposto a diversi club. Il Bologna non ha detto no, nemmeno il Lipsia. Vedremo.

sponsored

STESSO MODULO. Oggi intanto arriva la Cremonese. Ventuno punti e un morale tutto sommato alto, nonostante la vittoria manchi da un mese e i gol non arrivino con puntualità. Nicola ha fatto il suo, oggi sfida i viola con dodici punti in più in classifica. Ma la Fiorentina non ha alternative. Vincere per rimettersi nel gruppone. Missione fallita a Parma e non più rimandabile. Vanoli andrà avanti sul solco del 4-3-3, per alcuni 4-1-4-1. Poco cambia. In attesa di poter inserire Solomon.

sponsored

NO MOISE. Davanti giocherà Piccoli con Gudmundsson e Parisi. Salvo colpi di scena dell'ultimo minuto. Escluderli a priori in questa stagione non si può. Ma dopo una settimana via dal Viola Park sarebbe assurdo far giocare Kean dal primo minuto. Al di là di un discorso fisico entrano in ballo altre dinamiche di spogliatoio. Gli equilibri sono già molto sottili. E' giusto giochi Piccoli. E che abbia il sostegno di tutti.


Lascia un commento