Via alla Fiorentina di Italiano: prime idee e determinazione. I tre punti di Barone e l'Europa nel mirino. Italia, bello il ricordo di Davide
Il 4-3-3, un calcio intenso e di qualità. Il nuovo tecnico prova subito a trasmettere la propria filosofia. Il dg viola torna a citare l'Europa. E intanto il calcio torna... a Firenze
Alle prime ore di mattina Vincenzo Italiano è stato il primo, in abbondante anticipo sugli altri, a presentarsi al centro sportivo Davide Astori. È partito così il lungo cammino per costruire la 'sua' Fiorentina. Del resto, la grande voglia di Viola del tecnico nato a Karlsruhe è stata decisiva per portarlo a Firenze dopo un lungo tira e molla con lo Spezia.
Sorrisi, determinazione, entusiasmo e un pizzico di emozione. La Fiorentina riparte da qui, da un'idea di calcio, dalla volontà di costruire una squadra che abbia un'identità. Un percorso lungo, sicuramente ricco di insidie, nato dopo il brusco divorzio con Gattuso.
Ma già dalla prima 'sgambata' Italiano ha iniziato ad incitare i suoi, a provare qualche scambio e qualche movimento. 'Nessun limite, solo orizzonti', ripeteva l'ex centrocampista fin da quando era alla guida del Trapani e contro ogni pronostico conquistò i playoff di Serie C e la promozione.
SI RIPARTE. Ora la nuova sfida si chiama Fiorentina, una piazza che ha bisogno di tornare ad assaporare calcio. Dopo anni difficili, fatti di lotte salvezza, tante e troppe polemiche. Al centro sportivo si è rivisto Vlahovic, centravanti rivelazione a cui aggrapparsi, ma anche un altro giovane come Sottil che pare parecchio voglioso di imporsi finalmente in maglia viola (stavolta con un modulo a lui congeniale).
E poi da Biraghi a Bonaventura, da Benassi a Duncan, da Ranieri a Montiel, da Kokorin a Callejon, da Igor a Terzic, da Milenkovic a Lirola. Un mix di giovani e giocatori da provare a rilanciare, nel mezzo a qualche punto fermo.
Fino a Maleh, uno dei ragazzi più interessanti: può fare come Castrovilli, da protagonista in B a rivelazione nel massimo campionato? Vedremo, già il ritiro a Moena sarà decisamente importante. 'PORTARE LA FIORENTINA IN EUROPA'.
Non ci saranno alcuni 'big', da Castrovilli a Martinez Quarta, da Pezzella a Pulgar, più Kouame e il nuovo acquisto Gonzalez. Così ci sarà modo di valutare da vicino i 30 selezionati e decidere su chi, anche a seconda del mercato, poter puntare per la nuova Fiorentina. Una Fiorentina che riparte a fari spenti ma con ambizione.
Con il maxi esborso per Gonzalez già registrato e altri innesti che arriveranno. Il dg Barone non si è nascosto: "Abbiamo tre punti chiave: costruire il futuro della società, che sia solido, portare la Fiorentina a livello della città e quindi in Europa, e far diventare realtà il Viola Park".
Insomma, l'obiettivo Europa è stato citato. Certo, nessuna promessa per la prossima stagione (le ultime parole di Commisso andavano sempre nella direzione di "volersi migliorare rispetto all'anno precedente"), ma la volontà (e la speranza) è che la strada intrapresa possa riportare finalmente la Fiorentina ad entrare nella zona di classifica che conta.
Ci vorrà probabilmente tempo, pazienza, forza di proteggere le idee e i protagonisti in un calcio che spesso va troppo veloce e dà giudizi affrettati. Ma la direzione dev'essere questa. Anche perché adesso può partire davvero la Fiorentina di Commisso, dopo essersi liberata di diversi vincoli contrattuali e legami con la precedente gestione.
IL CALCIO E' TORNATO A CASA. In un mondo del pallone, quello italiano, travolto dall'entusiasmo per il trionfo della Nazionale all'Europeo. Certo, a Firenze il rapporto con Federazione e di riflesso Nazionale non è proprio idilliaco, per usare un eufemismo.
E veder esultare i vari Bonucci e Chiesa a Wembley a molti non ha fatto fare i salti di gioia. Ma senz'altro è stato bello, nel day after, il pensiero rivolto dal capitano Chiellini e poi dal Presidente della Repubblica Mattarella a Davide Astori.
Un ragazzo che era in quel gruppo che fallì l'accesso al Mondiale 2018, e che ha poi lasciato un segno indelebile in tutti i protagonisti. In chi ha avuto la fortuna di viverlo da vicino, ma anche in chi è poi entrato mano a mano a Coverciano.
Già, la casa degli azzurri. Là dove è partita l'impresa europea. 'It's coming home', cantavano da settimane gli inglesi con spocchia ed arroganza, tra chi si tatuava già la coppa sul corpo e chi dava per certo il lunedì di festa nazionale post-finale.
Peccato. Il calcio è tornato a casa... sì, ma a Firenze. Dove tra 15° e 16° secolo nacque il Calcio Storico Fiorentino. Da Coverciano a Wembley, e ritorno. Con la speranza che anche la Fiorentina attuale possa tornare al più presto ai livelli che le competono.


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