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Via ad un altro weekend di passione per la Fiorentina. Servono testa e cuore per fare punti con la Lazio. C’è una salvezza da blindare, e un futuro ancora tutto da scrivere

Altro weekend di passione per la Fiorentina. Servono testa e cuore per fare punti contro la Lazio di Inzaghi. C’è una salvezza da blindare, e un futuro ancora tutto da scrivere

Sta per partire un altro fine settimana di passione per la Fiorentina. Dopo i due punti gettati al vento a Bologna, gli ennesimi di questa travagliata stagione, al Franchi arriva la Lazio. La squadra di Inzaghi è lanciatissima nella rincorsa ad un posto Champions, gioca bene, segna tanto ed è ben consapevole dei propri punti di forza e debolezze.

Molte delle armi dei laziali sono proprio ciò che la Fiorentina soffre di più: le combinazioni veloci davanti, i tagli e l’abilità di Immobile di muoversi sul filo del fuorigioco, oltre ai meccanismi con cui Milinkovic e Luis Alberto imbeccano lo stesso centravanti.

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Dietro, invece, la Lazio concede. UNDICI. Fin qui, tuttavia, la Fiorentina ha mostrato più problemi nel non prenderne che nel darne. Proprio per questo Iachini sta pensando di schierare nuovamente Quarta dal 1’ assieme a Milenkovic e Pezzella, con Caceres e Venuti sulle corsie.

Fuori Biraghi, dunque. Non solo perché l’ex Inter continua a non dare pressoché niente in fase offensiva, ma anche e soprattutto perché sulle fasce la Lazio sa far male, con Lazzari che agirà da quella parte. Il resto dell’undici è quasi fatto: da capire solo se Castrovilli giocherà al posto di uno tra Amrabat e Pulgar.

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Questa ipotesi, tuttavia, pare più in salita, proprio in virtù delle difficoltà di questa squadra nel blindare la difesa. TESTA E CUORE. Servirà gettare il ‘cuore oltre l’ostacolo’ alla Fiorentina per portar via punti a questa Lazio, in una gara che ha tutti i crismi della classica montagna da scalare.

Caccia, dunque, alla gara perfetta per i viola, come tante altre volte è stato detto in stagione, ma che raramente è accaduto. Il primo tempo con la Juve, tuttavia, non è lontano nel tempo. In quella prima frazione di gioco, oltre al cuore, la Fiorentina mise in campo aggressività, fame e tanta testa.

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Proprio la concentrazione, oltre ad un’intesa di reparto mai (ri)trovata, è stata un punto debole di questa rosa, che in panchina ci fosse Iachini, Prandelli o poi ancora Iachini. Il tempo, adesso, è quasi scaduto. I margini di errore si sono ridotti, mentre la necessità di fare punti per rimanere in Serie A è diventata quasi vitale.

Svarioni in serie come col Bologna, adesso, rischiano di costare carissimo. FUTURO. L’ingaggio da parte della Roma di Mourinho, al contempo, ha acceso dubbi e perplessità anche sul futuro di questa Fiorentina. La piazza giallorossa, improvvisamente, è passata da tormenti e delusioni ai sogni di gloria.

Da queste parti, invece, continua il valzer dei possibili allenatori, senza la possibilità per Commisso di poter sbandierare il suo (eventuale) ‘colpo’ in panchina per il rilancio, proprio in virtù di una salvezza ancora da conquistare.

Ciò che fa storcere il naso, tuttavia, non è tanto l’oggi. Ormai tutta la piazza viola ha capito che fino all’ultimo, per il terzo anno di fila, ci sarà da sudare per mantenere la categoria. E’ il domani, piuttosto, a cozzare con le aspettative che si erano create.

Un po’ per voci e rumors giornalistici, molto per le ambizioni sbandierate da Commisso stesso quando è arrivato a Firenze. Tra Sarri, Spalletti, Simone Inzaghi, Fonseca, Gattuso, De Zerbi, Juric, Italiano e PippoInzaghi ci sono, in ordine, differenti ‘categorie’ e fasce d’appartenenza.

E differenti rispettive ambizioni. La palla è tutta nelle mani di Commisso. Dalla scelta del tecnico si capirà dove vorrà andare a parare la Fiorentina del 2021-22. Quella del 2020-21, invece, sa già cosa deve fare: punti con la Lazio (sperando in un risultato favorevole da Benevento-Cagliari) e salvarsi.

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