Vanoli (sala stampa): «Paura nei finali dettata dalla classifica. Harrison ci darà una grossa mano»
Il tecnico gigliato dopo la vittoria al Dall'Ara: «Niente proclami, testa bassa. Abbiamo fatto un passo importante, ma lo ha fatto anche il Cagliari»
Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, ha parlato così in conferenza stampa dopo la vittoria col Bologna: «Sono stati due giorni non facili. Ci lascia un uomo, un presidente, che ha dato tanto. Oggi ci tenevamo tutti a mettere in campo quello che lui che ci ha sempre trasferito, anche se non l'ho mai conosciuto personalmente ma parlandoci via telefono. Sono i valori della famiglia, dell'unione, di combattere insieme per uscire da questo momneto. Oggi le condoglianze vanno alla famiglia, alla moglie Catherine e ai suoi figli. Per quanto riguarda la partita, abbiamo fatto un grandissimo primo tempo. Abbiamo sbagliato poco, forse se devo trovare qualche piccolo accorgimento, inizialmente andavamo a pressare alti con poca ferocia. Dobbiamo migliorare anche questo. Quando abbiamo aumentato i giri abbiamo conquistato dei palloni, poi bisogna avere qualità e concretezza. Secondo me Parisi ha avuto due occasioni, a volte bastava una palla in profondità ed eravamo lì. Il secondo tempo si poteva gestire meglio, ma visto quello che c'è successo nelle ultime due partite, per noi c'è un po' l'ansia di portare a casa i tre punti. Spero che questo sia un altro step che possa darci lucidità e fiducia nelle nostre qualità».
11 PUNTI NELLE ULTIME 6 PARTITE. «Penso che questa Fiorentina, senza presunzione, è da un po' di tempo che sta giocando bene. I risultati condizionano il peso delle prestazioni, ma faccio un esempio: ho visto i numeri del Como, che ha fatto una grande partita col Milan, e anche noi abbiamo fatto una partita superiore. Lo stesso con la Cremonese: abbiamo fatto 20 tiri e alla fine abbiamo vinto al 92'. Queste cose ci condizionavano un po'. Ho sempre detto che per uscire da questa situazione noi dobbiamo giocare a calcio, perché non siamo una squadra capace di stare lì a difenderci. Appena ci siamo abbassati un po' abbiamo preso gol, e questo mi sta dando molto fastidio. Anche chi entra deve dare quella spinta in più, non aver paura di andare avanti, su questo dobbiamo migliorare. Ai ragazzi ho detto solo che questa è la strada, ma ripeto: fino alla fine saremo lì. Niente proclami, testa bassa. Abbiamo fatto un passo importante, ma lo ha fatto anche il Cagliari con la Juve. Nella seconda parte è un altro campionato, dobbiamo rimanere lucidi».
FINALE DI PARTITA. «Sicuramente è dettato dalla classifica. La squadra sta lottando, in due partite con Lazio e Milan vedi perdere 4 punti al 90', è normale che quando prendi il 2-1 subentri la paura di non riuscire per l'ennesima volta di portare a casa una grande prestazione, come è successo coi rossoneri. Da quando sono arrivato, sono cambiati gli obiettivi, per cambiare la testa ci vuole tempo e pazienza. Stiamo capendo come si lotta per portare a casa quel punto in più. Con la Lazio è mancato questo, quella voglia di aggrapparsi e portare a casa tutto. Dobbiamo migliorarlo, perché siamo lì».
RAMMARICO PERCHE' CRESCITA ARRIVATA SOLO DALL'UDINESE. «Quando l'allenatore arriva vorrebbe schioccare le dita e far cambiare tutto in un attimo. Invece, c'è voluto un processo, forse c'era qualche cosa di più di quello che avevo visto da fuori. Oggi siamo sulla strada giusta».
COME STANNO SOLOMON E BRESCIANINI. «Brescianini sta bene, però in questo ultimo periodo sia Ndour che Mandragora stavano facendo bene ed era giusta dar loro continuità. Solomon ha giocato molto poco, ci vuole grande pazienza. Per noi è un giocatore è molto importante. So che a volte si vorrebbe tutto e subito, ma io non posso perdere i giocatori in prospettiva futura. Sta lavorando forte, sono contento, penso che anche lui sia pronto a darci una grandissima mano. Avete visto anche Gosens, ancora non ha pienamente i 90' nelle gambe e a volte mi arrabbio, perché mi viene da dirgli di fare una sgaloppata in meno. Però questi giocatori devono entrare nel contesto di gioco nostro, e poi devono crescere in condizione. Anche Harrison ci darà una grossa mano: forse lui è diverso, perché una settimana fa ha fatto 90' in FA Cup. E' un giocatore già più 'fit', era importante andare a cercare giocatori abbastanza pronti sotto l'aspetto fisico».
COME STA KEAN. «Moise ha avuto questo problema alla caviglia, siamo riusciti a recuperarlo e dopo l'ultima partita gli si è gonfiata ancora tantissimo. Abbiamo deciso di fargli fare un percorso per sistemarla, penso che i giocatori debbano essere al 100% per performare. Lui vorrebbe sempre giocare, il problema è che a furia di giocare e non allenarti perdi la condizione. Lo valuteremo giorno per giorno, penso che possiamo recuperarlo nella prossima settimana».


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