Vanoli: «Domani test importante sotto l'aspetto della mentalità. Giovani? Non guardo l'età, ma la funzionalità»
Le dichiarazioni dell'allenatore viola alla vigilia della gara contro i polacchi
Alle 12,15 è prevista al Wind3 Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park, la conferenza stampa di Paolo Vanoli alla vigilia di Fiorentina-Jagiellonia. Seguila su LaViola.it: «Sicuramente l'aspetto più importante è il passaggio del turno, secondo la mentalità di come si affrontano queste partite dopo il risultato dell'andata. Io nelle poche coppe che ho vinto ho sempre interpretato bene mentalmente la seconda partita ed è quello che voglio dai miei giocatori. Non voglio sottovalutare i nostri avversari che in fase di possesso hanno fatto un'ottima gara. Nello stesso tempo dobbiamo avere continuità, vincere aiuta a vincere. Sotto l'aspetto della mentalità sarà un test importante».
MENTALITA'. «Tutti i momenti sono importanti per migliorarci. ogni squadra ha punti di debolezza e di forza, dobbiamo continuare a migliorare le nostre qualità: dobbiamo gestire meglio gli ultimi minuti con un po' più di tranquillità. Anche col Pisa, Fazzini ha sbagliato il gol e poi loro hanno avuto quell'occasione…Io penso che sono episodi che stiamo cercando di lavorare. E' un aspetto dove siamo andati in difficoltà, ma nell'ultimo periodo stiamo migliorando. Quando hai un difetto non si migliora subito in una gara. Il focus di domani è su come affronti una partita dopo aver ottenuto un risultato importante all'andata».
SQUADRA. «Sono tutti a disposizione tranne chi non è nella lista Conference. Oggi abbiamo organizzato un'amichevole per Rugani che ha bisogno di avere ritmo partita».
FASE DIFENSIVA. «Non bisogna parlare di fase difensiva solo di un reparto. Bisogna essere squadra, stiamo correndo meglio. Stiamo facendo meglio anche quando attacchiamo e stiamo facendo le preventive con più attenzione. Se andiamo a vedere i dati fisici dei nostri difensori centrali, all'inizio erano molto esposti all'alta velocità. Quando avevamo il possesso, non facendo le preventive poi dovevi fare 60 metri di campo. Quando sei più squadra corri meglio. A volte il processo è un po' più lungo, ma siamo sulla strada giusta. Dobbiamo imparare a difendere sia quando abbiamo la palla che quando non l'abbiamo. Ultimamente lo stiamo facendo molto meglio senza palla, all'inizio era il contrario. Una squadra come la nostra se deve salvarsi deve giocare a calcio».
GUDMUNDSSON. «E' venuto in panchina col Pisa, ieri si è allenato a parte e ha fatto un lavoro più aerobico perché gli manca questa parte. Spero di potergli dare minutaggio domani perché è un giocatore importante per me».
SIEMIENIEC. «Purtroppo non sono giovane, ma ho fatto tanta gavetta di cui vado orgoglioso. Mi piace molto come gioca lo Jagiellonia. Ho rivisto la gara dove hanno pareggiato in casa e pressa bene. Il calcio internazionale ti dà spunti innovativi. Ho fatto 8-9 anni con la nazionale e ho studiato le innovazioni del calcio. Mi piace molto vedere queste squadre. All'andata abbiamo fatto una grande gara di attenzione. Sono una squadra organizzata, tecnica e l'allenatore è interessante. Io sono umile e guardo anche gli altri per trarne spunto».
PRIMAVERA. «Vi ho già detto il mio percorso e quanto ci creda nei giovani come è sempre stato nelle squadre dove sono stato, dallo Spartak Mosca al Venezia. L'ho dimostrato qua con Balbo e all'inizio con Kouadio. Ho una persona e io in primis quando ho tempo guardo la Primavera perché mi piace portare su i ragazzi ad allenarsi. Ogni tanto tiro le orecchie ai ragazzi della Prima Squadra perché il loro comportamento deve essere un esempio per la Primavera. I loro capricci si trasferiscono sotto. E' stata bella la linea difensiva che abbiamo avuto in Coppa Italia col Como, in Polonia ha giocato Lezzerini che è cresciuto qui anche se era tanto tempo che non giocava. Non guardo l'età, ma la funzionalità al bene della Fiorentina e il momento».
CRISI CALCIO ITALIANO. «Stiamo sottovalutando i campionati esteri. Da una decina di anni il calcio è aperto a tutto il mondo ed è in continua evoluzione. Poi noi abbiamo una nostra storia, il nostro campionato ha allenatori preparati e bravi, soprattutto a livello tattico. Ogni campionato ha delle sfumature, ma si stanno aprendo davvero tanti campionati. Io ho girato il mondo e mi sono veramente sorpreso. Certe volte c'è questa ignoranza di sottovalutare. E' sbagliato definire il Bodo/Glimt una squadra di salmoni. La Premier League l'ha fatta crescere l'allenatore bravo: Guardiola, Conte e Klopp hanno fatto migliorare i giocatori e di conseguenza la nazionale. In alcuni campionati non hanno la disponibilità economica ma fanno giocare i giovani prima. Il campo internazionale è un'esperienza che ti fa crescere».
RUGANI. «Escludere un giocatore da una competizione è sempre una scelta sofferta e difficile anche da giustificare. Sono state scelte condivise col club e i ragazzi. Abbiamo fatto le scelte giuste».
COMUZZO. «Penso che a Pietro non manchi niente. Ha tutte le doti per migliorare, è un ragazzo giovane ed è normale che abbia alti e bassi. E' un difensore completo, in prospettiva deve migliorare tecnicamente, a volte in area si lascia sfilare l'avversario, ma ha la testa e la determinazione. E' un pilastro importante anche per il futuro di questa squadra. Un ragazzo giovane accanto a uno di esperienza lo aiuta a crescere: Rugani serve anche a questo. Daniele per come lavora con la linea e con la postura del corpo è da vedere per un giovane».


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