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"Uomo vero e grande condottiero": Pioli torna a Firenze, nel segno di Davide

Quello striscione dei tifosi nell'ultimo Fiorentina-Milan con il pubblico al Franchi, stasera Pioli torna da capolista: "Per me questa non è mai una partita normale"

«Uomo vero e grande condottiero. Stefano per sempre uno di noi».

Si è interrotto con questo striscione il rapporto, dal vivo, tra Pioli e i tifosi della Fiorentina. Era il febbraio del 2020, quando stava scoppiando la pandemia. Finì 1-1 con rigore di Pulgar e gol di Rebic, assente questa sera.

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«Sono state messe in discussione le mie capacità professionali e soprattutto umane» spiegò dopo le dimissioni da allenatore viola. Capacità umane non messe in dubbio dai tifosi, però. Soprattutto dopo la terribile mattina del 4 marzo 2018, Hotel Là di Moret di Udine, dov’è scomparso Astori, e tutto quello che ne è seguito.

Adesso torna al Franchi da primo in classifica, insieme al Napoli, con una squadra che non ha mai perso, ha il secondo attacco della serie A e nel 2021 ha vinto 15 volte in trasferta. Così scrive il Corriere Fiorentino. NON COME LE ALTRE.

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L’impronta data da Italiano gli piace:

«Sono una squadra che vuole aggredire con grande intensità e coralità, un po’ ci assomigliano». Un’investitura bella e buona, ma in una di quelle serate in cui oltre al campo c’è altro. Molto altro.

«Per me questa non è mai una partita normale — ammette Pioliper l’appartenenza alla città e per il ricordo di Astori. Quando vado a Firenze Davide è ancora più vicino».

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