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Una beffa ormai familiare. Sosta di novembre e primo bilancio: bicchiere pieno, Italiano e la squadra meritano un aiuto dalla società

Fiorentina beffata da Cuadrado in pieno recupero: testa alta, ma zero punti. Adesso la sosta ed il primo bilancio. E' positivo, ma questa squadra deve essere aiutata nel mercato di gennaio

Il sapore dolce del punto in trasferta è scivolato via all’alba del recupero. E’ bastata una giocata, un dribbling, un tiro secco. Allegri ha tirato fuori dalla panchina un Cuadrado versione scorsa stagione ed ha vinto la partita.

Già, ma avvolgiamo il nastro di questo Juventus-Fiorentina, partendo dal principio e da una squadra viola che ha provato a giocarsela.

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Italiano arriva allo Stadium senza paura. Solito 4-3-3, difesa altissima e pressing in avanti come piace a lui.

La Juve di questo periodo non è chissà quale corazzata. E si vede. Qualche folata, un paio di situazioni confuse e poco altro. La Fiorentina soffre il giusto e crea la sua palla gol con Saponara, che da centro area gira sopra la traversa un pallone invitante.

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Ritmo discreto, partita non indimenticabile.

La ripresa sonnecchia fino al minuto 73. L’incubo di Italiano, che teme in un modo incredibile i centrali ammoniti, si materializza con una puntualità estrema. Doppio giallo a Milenkovic, ingenuo ad affrontare Chiesa a settanta metri dalla porta.

E’ chiaramente l’ex viola a trascinare la gamba verso quella del serbo, ma la velocità è alta e Sozza estrae il secondo giallo.

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Da lì in avanti si capisce poco, in campo e fuori. La Juve attacca più con la forza dei nervi che altro.

Poche idee, un po’ confuse. La Fiorentina fa cambi a ripetizione, per sistemare una situazione tattica ingarbugliata. Chiesa spacca la traversa con una giocata incredibile, ma il bunker viola regge.

Fino al 91’, quando Cuadrado tira fuori dal cilindro una giocata delle sue che regalano tre punti alla Juve.

Fiorentina a casa a testa alta, ma a mani vuote. Un po’ il filo conduttore della sfide contro le big del campionato (eccezion fatta per la trasferta di Bergamo).

Adesso la sosta, con il primo vero bilancio della stagione. Il bicchiere della Fiorentina è senz’altro mezzo pieno, se paragonato a quello tremendamente vuoto delle ultime due stagioni.

La Fiorentina ha un’identità, propone il proprio gioco su ogni campo. Sicuramente un punto di partenza importante per chi vuole costruire un ciclo soddisfacente.

Nel corso delle settimane, chiaramente, la rosa ha palesato i suoi limiti.

L’esterno che aveva invocato in estate Italiano è mancato, visti anche i problemi di Nico Gonzalez (squalifica, viaggi internazionali, Covid-19) che di fatto gli hanno permesso di giocare in modo intero solo la metà delle partite disputate fin qui dalla squadra.

E poi è mancata una punta, da affiancare a Vlahovic o da inserire al suo posto per farlo - ogni tanto - rifiatare. Kokorin non si è reso utile, questo ormai è un dato di fatto.

Il rush finale di fine anno dovrà essere fatto con le forze a disposizione, ma questa è una squadra che deve essere aiutata sul mercato invernale.

Anche come premio per Italiano, che probabilmente ha portato questo gruppo oltre le aspettative di tutti, lì a ridosso della zona europea che, con qualche aiutino da parte della società, potrebbe non essere solo un miraggio.

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