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Un gol e mezzo a partita: la difesa non difende. Nonostante super Drago

Il portiere polacco para il sesto rigore in carriera, ma la Fiorentina soffre e incassa due reti. Biraghi e compagni in difficoltà

A Udine la porta era rimasta inviolata, ma con il Napoli la difesa viola è tornata in sofferenza. Basta lo scatto fulmineo di Osimhen sul filo del fuorigioco, su un lancio dalle retrovie, a far saltare i piani di Quarta costringendolo al rigore, e da quel momento in poi la squadra di Italiano non sembra più ritrovare la convinzione della prima mezz’ora.

Così scrive il Corriere Fiorentino. FRAGILITA'. Una fragilità difensiva pagata a caro prezzo, per il divario degli organici ma anche per le troppe disattenzioni arretrate. Emblematica l’azione del gol vittoria del Napoli con due uomini abbandonati sul palo più lontano e con il solo Dragowski che osserva Rrahmani colpire di testa da due passi.

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Nella ripresa è stata dura ostacolare le ripartenze di Osimhen, Lozano e Politano. Per capitan Biraghi la serata si fa complicata in particolare nel secondo tempo, quando dalle sue parti il Napoli riesce a sfondare. GOL SUBITI.

Insomma un passo indietro rispetto alla personalità mostrata sette giorni fa in Friuli. Con 11 gol al passivo (media 1,57), e 10 segnati, la fase difensiva sembra tutt’ora meno organizzata di quella offensiva. Contro attaccanti di valore aveva pensato Dragowski a fare gli straordinariparando il sesto rigore in carriera (5 con la Fiorentina, 1 con l’Empoli). Per salire in classifica sarà necessario rendere tutto il pacchetto arretrato più solido.

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