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Ulivieri: "Se Commisso vuole toglierci la voglia di critica ha sbagliato posto"

Il commento del presidente dell'Associazione Allenatore, iscritto anche all'USSI: "Abbiamo tutti il preciso obbligo morale di rispettare chi critica"

Renzo Ulivieri, presidente dell'AssoAllenatori e iscritto all'USSI, commenta su La Nazione la conferenza di Commisso:"Intervengo dopo questa presa di posizione del presidente della Fiorentina come presidente dell’Associazione italiana allenatore ma anche come giornalista pubblicista iscritto all’Unione stampa sportiva.

Io penso che Commisso non abbia ben presente dove è capitato. Se vuole togliere a noi toscani la voglia di critica penso proprio che abbia sbagliato regione. Non si può cambiare la natura dei toscani che hanno sempre una grande capacità dialettica e di critica se non con la forza e francamente non mi pare il caso".

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"Abbiamo tutti il preciso obbligo morale di rispettare chi critica: questo vale per il presidente Rocco Commisso e per tutti noi, io per primo. Ci si può trovare d’accordo o in disaccordo con chi esprime il proprio punto di vista su di un organo di informazione.

Ma non si può togliere a nessuno il diritto di criticare che è un valore assolutamente da non mettere in discussione. Chi sostiene il contrario si è dimenticato di valori che sono fondamentali per tutti i Paesi del mondo e in particolare per l’Italia che questi sacrosanti diritti se li è conquistati con il 25 aprile e con una battaglia che è stata durissima come tutti sappiamo".

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"Questi concetti mi sembrano chiari e se il presidente Commisso non li capisce qualcuno deve farglielo capire. Chi è personaggio pubblico ha il dovere di rispettare la critica che in alcuni casi è buona e in altri casi è meno buona.

Io nella mia lunga carriera di allenatore di club e anche nelle altre mie attività pubbliche ho sempre rispettato tutte le critiche più o meno buone che mi venivano avanzate. Io penso che coloro i quali si comportano in modo diverso siano fuori luogo e fuori dei tempi.

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E questa vicenda emersa ieri mi ha colpito in modo ancor più diretto sia da semplice cittadino, da uomo di calcio oltre che da giornalista pubblicista iscritto all’Ussi, l’Unione stampa sportiva".

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