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Tuttosport: la verità di Gattuso, Mendes solo un amico. E con Paratici e il Tottenham...

Con la Fiorentina divergenze sul rafforzamento della squadra. Mancato approdo agli Spurs: non c'entrano i tifosi, ma rapporti tesi tra l'ex Juve e i dirigenti

Su Tuttosport Xavier Jacobelli racconta la verità della sponda Gattuso, sul divorzio con la Fiorentina.

Gattuso fa l’allenatore da otto anni. In questo periodo, nessun giocatore della scuderia di Jorge Mendes è stato preso su sua indicazione nei club in cui è stato: Faouzi Ghoulam l’ha trovato al Napoli e André Silva al Milan. Anche perché Jorge Mendes non è il procuratore di Rino Gattuso, semmai un amico, ma questo è un altro paio di maniche.

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TRIANGOLO CON MENDES. Vincolato sino al 30 giugno dal contratto con il Napoli, Gattuso rimane in attesa di raccontare la sua verità, certamente molto diversa dalle congetture circolate in questi giorni. Secondo Tuttosport la rottura con la Fiorentina, dopo soli ventidue giorni dall’accordo, non più depositato, sia stata causata dalla profonda divergenza fra il nuovo allenatore e la società sull’intera strategia di rafforzamento della squadra.

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La trattativa fallita per Oliveira è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non regge il sillogismo Mendes cura gli interessi di Oliveira con Gestifute, Mendes cura gli interessi di Gattuso, quindi Gattuso ha rotto con la Fiorentina perché Commisso non gli ha preso Oliveira.

Per la semplice ragione che Mendes non cura gli interessi di Gattuso. Semmai, com’è legittimo per la Viola, questa ha ritenuto spropositate le richieste del Porto nonché l’ammontare delle commissioni che sarebbero state chieste dall’agente portoghese così, anziché prendere Oliveira, ha puntato su Gonzalez per 28 milioni di euro.

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IL TOTTENHAM. Ma Gattuso non c’entra. E non ha chiuso il rapporto con la Fiorentina perché allettato da una precedente offerta del Tottenham, arrivata dopo e non prima della rottura. A contattarlo, dopo che la notizia della rottura era diventata pubblica, è stato Fabio Paratici, nuovo managing director degli inglesi.

L’ex juventino è appena approdato nel quartier generale degli Spurs, ma ha fiutato subito l’aria che tira. Alla corte di Daniel Philip Levy, il presidente del Tottenham, non tutti abbiano gradito la scelta tricolore e il fuoco di sbarramento contro “l’Italiano” sia iniziato il giorno dopo il suo insediamento ufficiale, culminando con il sabotaggio della scelta di Gattuso.

Altro che la rivolta social dei tifosi. La scelta di Gattuso sarebbe stata subito approvata dal capo del club, ma osteggiata da chi presso di lui ha una voce molto ascoltata e, evidentemente, si è fatto sentire.

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