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Torreira, è la volta buona: un regista 'atipico' per Italiano. Una settimana per completare la Fiorentina. Vlahovic, ora l'attenzione è sul rinnovo

L'uruguaiano da tempo in orbita viola, stavolta ci siamo. Terzino, esterno alto e vice-Dusan: ecco cosa manca. Commisso a Firenze per la fine del mercato

Era il 2015 quando Lucas Torreira entrava per la prima volta in orbita Fiorentina. Giocava nel Pescara, aveva 19 anni e fu seguito dagli osservatori viola. Nonostante la segnalazione anche dell'allora dirigente Vincenzo Guerini, finì poi alla Sampdoria, dove conobbe da vicino Daniele Pradè.

Proprio il ds, una volta tornato in viola, ha spinto a più riprese per portarlo a Firenze. Prima durante la scorsa estate, quando Torreira aveva lasciato in prestito l'Arsenal per trasferirsi però all'Atletico Madrid, poi a gennaio, quando i colchoneros pensavano ad un sostituto visto lo scarso minutaggio, e infine in queste settimane.

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Un'opzione che è rimasta viva per la Fiorentina, in attesa che gli ultimi giorni di mercato potessero sbloccare qualche occasione per la casella di regista. E così sta accadendo. PLAY. Italiano ha lavorato a Moena con Bianco e Krastev, ha aggiunto da inizio agosto Pulgar tenendo il classe 2002 proveniente dalla Primavera come prima alternativa con ottime potenzialità.

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Ma in mezzo al campo è evidente che servisse qualcosa. Così in mezzo ai tentativi per Pjanic (situazione chiaramente complicata, con l'ingaggio altissimo a cui dovrebbe contribuire il Barcellona e le ambizioni del giocatore di aspettare magari una piazza in cui misurarsi in palcoscenici europei), riecco la vecchia, ma sempre attuale, idea Torreira.

Un giocatore che ha spinto molto per tornare in Italia, con Firenze (e Pradè) pronto ad accoglierlo. RIPARTIRE. Un ragazzo, 25 anni, che ha vissuto anche un periodo molto complicato. Prima la panchina al secondo anno all'Arsenal che lo aveva messo in crisi, portandolo ad affidarsi ad uno psicologo per superare un momento difficile ("È stato difficile per me accettarlo davvero perché la mia vita dipende dal calcio e quando non gioco non mi diverto molto, sono di pessimo umore", ha rivelato l'uruguaiano pochi giorni fa), poi la scomparsa della madre a marzo 2021 a causa del Covid:"Volevo smettere di giocare e restare in Uruguay con mio padre e i miei fratelli", ha confidato a qualche mese di distanza.

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Ha ritrovato però la forza di reagire ("Vado avanti per mia mamma") e la volontà di ripartire da una piazza che gli potesse garantire più continuità in campo. LA LUNGA RINCORSA. Ecco quindi l'opportunità Fiorentina che si ripresenta.

Torreira, in un lunedì ad alta intensità emotiva, ha scelto i viola rispetto all'Eintracht Francoforte che pure offriva un trasferimento a titolo definitivo all'Arsenal. E' pronto invece ad arrivare a Firenze in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Chiaro, fino a che non sarà sbarcato in città non si può dare la cosa per fatta (vedi la beffa in extremis per Zappacosta), ma tutte le indicazioni portano verso la fumata bianca nel giro delle prossime ore. Con Italiano pronto ad abbracciare finalmente il nuovo regista.

Una zona di campo di cui si discute da tempo, fin da quando Pioli vide andar via Badelj e fu costretto ad adattare Veretout playmaker (arrivò Norgaard al posto del croato). Anche Montella sperava in un regista (con i tentativi per Tonali e Bennacer, oltre che per Locatelli e Mandragora, prima del ritorno di Badelj e dell'arrivo di Pulgar), così come Iachini avrebbe voluto un giocatore con una migliore visione di gioco un anno fa (quando proprio si tentò a lungo di prendere Torreira).

Certo, l'uruguaiano non è proprio un regista puro, ma 'atipico'. Piedi buoni sì, visione di gioco, bravo nello stretto, ma anche tanta sostanza. Tanto che negli ultimi due campionati in Italia, alla Samp, è stato il miglior giocatore della Serie A per palloni recuperati.

Doti fatte vedere anche al primo anno all'Arsenal. UNA SETTIMANA PER COMPLETARE LA VIOLA. "Torreira ha la personalità di Pizarro ma è maturato molto prima. Gli manca ancora il tocco e la visuale di David ma può ripercorrere la sua carriera.

Nella qualità può fare la differenza e ha ampi margini di crescita", disse Pradè nel 2018, quando era ds della Samp. Lasciò la scrivania blucerchiata pochi giorni prima la cessione di Torreira all'Arsenal per 30 milioni, ora è pronto a riprendersi il suo 'pupillo'.

All'alba di una settimana che dovrà servire a completare la Fiorentina di Italiano. L'altro 'buco' in rosa è sulla fascia destra di difesa: Lirola è finalmente tornato al Marsiglia, la Fiorentina ha visto sfumare all'ultima curva Zappacosta che sarebbe stato un ottimo innesto in corsia.

Stryger-Larsen e Conti i nomi che si erano fatti in precedenza ma ad oggi non troppo 'caldi', occhio quindi al colombiano Munoz del Genk anche con la mediazione di Burdisso. Poi gli esterni offensivi: Italiano ne vorrebbe cinque, a Roma aveva dato ancora fiducia a Callejon ma il tridente è durato 17' per il rosso a Dragowski.

Tra Orsolini e Berardi (decisamente più costoso, ma il giocatore del Sassuolo ha aperto alla possibilità di venire a Firenze), passando per Gonzalo Plata, un innesto sulle ali dovrebbe esserci. VLAHOVIC E IL RINNOVO. Mentre la notizia migliore per Italiano è intanto la conferma di Vlahovic.

La Fiorentina ha tenuto botta all'offensiva dell'Atletico Madrid (che ha già virato su Matheus Cunha), un fatto tutt'altro che scontato viste le cifre in ballo. Commisso e Barone si sono sbilanciati: Dusan resterà a Firenze. Ad una settimana dalla fine del mercato difficile adesso tornare indietro.

All'Olimpico il serbo non ha brillato, ma dalle sue giocate passerà gran parte della stagione della Fiorentina dopo i 21 gol di un anno fa. Ecco perché ora l'attenzione si sposta nuovamente sulla questione rinnovo: il suo agente, Darko Ristic, era a Roma domenica sera, e con Commisso a Firenze – il presidente gli ha offerto un contratto da circa 4 milioni netti a stagione, quasi quintuplicando la cifra attuale – ci si aspetta qualche novità a breve.

Dal "per ballare bisogna essere in due" di Barone e "appena mi offrono firmo" di Vlahovic a Moena, ora siamo arrivati alla fase decisiva. Chiudere agosto con il prolungamento di Vlahovic, dopo giorni caldissimi, sarebbe un segnale importante.

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