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Tifoso viola con maglia del Liverpool: "Basito che il mio comportamento meriti 2 anni di Daspo"

Dopo il Daspo di 2 anni per aver indossato la maglia e sventolato la sciarpa del Liverpool verso i tifosi bianconeri in occasione di Fiorentina-Juventus, il tifoso Valentino Nerbini ha parlato in conferenza stampa per raccontare la sua versione dei fatti, facendo seguito alle parole del suo avvocato: "Mio malgrado, mi ritrovo in una situazione particolare.

Sono perplesso su alcuni fattori che l'hanno determinata perché, come già indicato in una lettera informale che ho diretto al questore, non sono stato identificato all'interno dello stadio. Quando ho brandito al vento la sciarpa del Liverpool, due minuti dopo sono venuti due steward e mi hanno 'ammonito', avvertendomi che sarei stato sanzionato se avessi rifatto questa cosa.

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Questo input arrivava dalla Digos. Io non ho più sventolato alcuna sciarpa, avevo anche quella del Torino perché fa parte della mia essenza di tifoso associarmi con i miei fratelli calcistici". "La dinamica della mia condotta è particolare, ma altrettanto lo è quella delle forze dell'ordine.

Io ho passato tutto il secondo tempo a sedere, insieme a mio figlio. Se la maglia del Liverpool aveva questa valenza di istigazione alla violenza, perché me l'hai fatta tenere per tutta la partita? Oltretutto, avevo ricevuto un'ammonizione già nel prepartita, quando ho fatto quel gesto a fronte dei soliti cori di discriminazione.

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Non riesco a capire il gesto che ho fatto sia meritevole di due anni di Daspo". "Al netto di tutte le denunce che posso prendermi e tutte le minacce che posso ricevere, mi sono posto questa domanda da cittadino. Questa maglietta (del Liverpool) me la sono portata dietro perché quello che avevo addosso era tutto bagnato, quando ho sentito questi cori il fiorentino che è in me si è lasciato andare.

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Se tutto questo è meritevole di due anni di Daspo rimango un po' basito. Conosco la legge e credevo di averla rispettata, il mio è un comportamento da tifoso, da fiorentino che reagisce alle offese dei tifosi juventini che non voglio elencare qui ma le conoscete.

Sono anni che restano impuniti per i cori che intonano. Sui social ne è girato uno di stampo antisemita. Ora sono preoccupato, ormai non più per la mia salute perché qui dove sono mi ritengo essere in sicurezza, ma per tutti gli effetti negativi che una situazione del genere può portare".

"Come ho già detto, la mia maglia del Liverpool nulla ha a che vedere con le vittime di quella terribile strage. La responsabilità di quella strage è stata di chi ha posto i poveri tifosi juventini a contatto con gli Hooligans, operando con negligenza.

Questo è quanto. Mi dispiace aver creato un problema di immagine alla tifoseria che nel mio piccolo ho sempre cercato di rappresentare in giro per l'Europa. Cercherò di trovare una modalità per cercare di dimostrare quanto ho affermato, laddove presso il Tar mi sarà data una possibilità".


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