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'The importance of being Nico': l'inarrestabile Gonzalez, una freccia per cambiare passo

Il dubbio di Italiano e il ritorno da titolare 42 giorni dopo: imprendibile per gli avversari, entra in tutti e tre i gol. Un'arma in più per l'Europa

Per colpa di quelle scarpe che non facevano troppo 'grip' con il manto del Dall'Ara, ci ha messo qualche minuto ad entrare in partita. Poi, però, Nico Gonzalez non si è più fermato. Una vera freccia, schierato stavolta sulla destra a piede invertito.

Accelerazioni, giocate, assistenze per i compagni: imprendibile, l'argentino, per la difesa del Bologna. E una posizione in campo che ha rappresentato la chiave tattica del match. "Dico la verità: ho pensato fino all’ultimo se schierarlo dall’inizio o tenermelo buono per inserirlo in partita in corso.

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Però volevo più velocità e imprevedibilità davanti, perché loro alzano spesso i quinti e se fossimo riusciti a fare qualche break li volevo subito in verticale, sia Sottil che lui che Dusan",ha ammesso Italiano. DECISIVO. Scelta azzeccata.

Anche se, a condizioni normali, è davvero dura tenere fuori un Gonzalez così. Martedì contro la Samp era rimasto in panchina anche per un fastidio al polpaccio, ma a Bologna è tornato titolare 42 giorni dopo. E i risultati si sono visti.

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Suo il primo squillo del pomeriggio, con quel tiro a giro fuori di poco. Poi la 'pennellata' per l'inserimento vincente di Maleh: una palla perfetta a tagliare l'area. Proprio la giocata che chiedeva mister Italiano,a piede invertito.

E l'inizio di ripresa è stato da urlo: sua l'accelerazione che ha portato alla punizione del 2-1 di Biraghi. Suo il taglio in verticale per il fallo di Skorupski che ha causato il rigore (poi trasformato come al solito da Vlahovic).

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Insomma, Gonzalez è entrato in tutti e tre i gol: mica male, come ritorno da titolare. CATEGORIA SUPERIORE. "Nico dobbiamo recuperarlo, ha dei colpi che mancano a tanti di questa squadra. Ha fatto assist, si è guadagnato la punizione e il rigore.

Quando i calciatori si convincono che possono determinare e cominciano ad essere più esigenti con loro stessi, facendo questo per la squadra, allora tutte le squadre ne traggono vantaggio", ha commentato mister Italiano. Già, un giocatore di categoria superiore che è mancato alla Fiorentina in questo mese e mezzo.

Specie in quelle partite in cui i viola non avevano trovato i guizzi decisivi nell'ultima parte di campo. "Sono molto contento, mi sento bene",ha detto Gonzalez dopo il match. "Sono felice di essere tornato tra i titolari, era tanto tempo che non giocavo dall’inizio.

Giocare in questo modo credo piaccia a noi e a tutta Firenze. Questa è una Fiorentina molto forte, a cui piace vincere, anche se fuori casa non si vinceva da tanto. Ho partecipato a tutti e tre i gol. Mi manca segnare, ma ho fatto un assist".

Un feeling speciale con i compagni e con la città: "A Firenze mi sento a casa. Mi piace divertirmi quando sono sul terreno di gioco. In Germania invece non sono stato bene. Non mi divertivo sul campo e non mi divertivo nel resto del giorno”.

UNA MARCIA IN PIU'. Già contro il Milan Gonzalez, al ritorno dopo il Covid, era stato decisivo con la palla recuperata da Theo Hernandez e consegnata a Vlahovic per il momentaneo 4-2 che aveva chiuso la partita. Dopo la mezz'ora così e così ad Empoli e la panchina con la Samp, la prova di Bologna lo ha riportato a grandi livelli.

L'acquisto top del mercato estivo viola, in attesa che a gennaio possa arrivare anche un altro esterno importante (Ikoné pare sempre più vicino), dà una marcia in più alla Fiorentina nella corsa all'Europa. "The importance of being Nico": quanto è mancato Gonzalez a questa Viola.

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