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'Tafazzismo' in salsa viola. Sperando torni presto a parlare (solo) il campo

Da giorni i venti di polemica continuano ad alimentare l’incendio su Vlahovic. Sperando torni presto a parlare solo il campo

Nonostante la sosta stia volgendo al termine, con un ciclo di partite che potrebbe permettere alla Fiorentina di consolidare la propria candidatura a posizioni europee (dopo un triennio passato nei bassifondi), non si parla d’altro: Vlahovic.

C’è chi lo vorrebbe in tribuna fino al 2023, chi in panchina per dare spazio a Kokorin, chi lo vuol sostenere (solo) perché indossa la maglia viola e chi lo vorrebbe fischiare. Da giorni, inevitabilmente, i venti di polemica continuano ad alimentare un incendio di proporzioni gigantesche.

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E soprattutto divisioni. UNA PAROLA E’ TROPPA, DUE SONO POCHE. Capita, d’altronde, quando i ‘panni sporchi’ non vengono lavati tra le mura interne ma si sceglie di renderli pubblici. Scelta giusta? Errata? Condivisibile? Inconsulta?

Comunque la si pensi, nella volontà di Commisso di dichiarare al mondo il rifiuto da parte di Vlahovic e del suo entourage alla ricca offerta della Fiorentina (la più costosa di sempre che ha proposto il club viola), c’è stato il voler smascherare chi fino a pochi giorni prima dichiarava amore per Firenze, per la Fiorentina e per i tifosi viola, che assieme al famoso “rinnovo?

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appena me lo offrono firmo”, aveva alimentato agli occhi di critica e tifosi il dubbio che, sotto sotto, la Fiorentina non ci stesse davvero lavorando. Invece, le cose stavano diversamente. Per anni, nella gestione precedente, era stata chiesta chiarezza.

A Commisso non si può certo rimproverare ciò. Resta, tuttavia, il dubbio se sia stato il caso o meno di esternare tale situazione in maniera così fragorosa (che non vuol dire dare ragione o torto sulla questione in merito). Anche perché tutto il resto è passato in secondo piano, forse anche in terzo, con Italiano ed altri protagonisti viola a chiedere di abbassare i toni attorno al serbo.

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Perché è un professionista serio (come ha sottolineato anche lo stesso Commisso nel suo comunicato) e perché dà e darà tutto in campo, per la Fiorentina e/o per sé stesso poco importa ed anche perché l’alternativa è un giocatore che da quasi un anno non ha dato alcun segnale di poter anche solo impensierirne la sua titolarità (neanche di fargli da alternativa, a dire il vero).

Il vero problema di tutta la questione Vlahovic, forse, sta proprio in quest’ultimo aspetto (cosa che Vlahovic e il suo entourage hanno fatto valere a proprio vantaggio). TAFAZZISMO. Intanto la sosta, come detto, sta volgendo al termine.

Ad ore la Fiorentina ritroverà (quasi) tutti i suoi nazionali e si butterà anima e cuore sulla gara col Venezia. Mai come adesso c’è un enorme bisogno che torni a parlare solamente il campo, con prospettive anche migliori rispetto alle aspettative che aleggiavano sulla Fiorentina fino a qualche mese fa, da non rovinare (ulteriormente) attraverso ulteriori ‘tafazzismi’, più o meno giusti (nel merito) che siano.

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