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Stadio: entusiasmo e rabbia. Firenze suona la carica per Fiorentina-Juventus

La squadra della Fiorentina ai cancelli, Barone a colloquio nel piazzale. Messaggio chiaro: «Maglia da onorare e salvezza da ottenere»

Carica e rabbia. Ieri pomeriggio i tifosi viola sono stati i primi a scendere in campo per Fiorentina-Juventus davanti al centro sportivo, senza pallone ma con striscioni, cori e messaggi. Il senso è chiaro: dare tutto per la salvezza e poi ognuno, se vuole, vada pure per la propria strada.

Lo scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

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STRISCIONE ELOQUENTE

Il linguaggio non ha virtuosismi e il senso del discorso così risulta ancora più eloquente. «Un nemico da abbattere, una salvezza da raggiungere: lottate da leoni o levatevi dai c.... » recita lo striscione firmato dal club “unonoveduesei”, cuore della Curva Fiesole.

I destinatari sono i giocatori a cui viene ricordato prima di tutto il rispetto per la maglia. Sono circa duecentocinquanta a chiedere risposte sul campo dopo un’altra stagione deludente. Vissuta nei bassifondi della classifica.

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Sono dieci minuti intensi per la squadra e i giocatori che, presenti al campo di allenamento, escono per ascoltare cori e guardare gli striscioni. E chissà se questa spedizione possa essere utile per dare una scossa ai diretti protagonisti.

Impegnati oggi nella gara contro la Juventus, così importante per Firenze. In mezzo ai calciatori c’è anche Beppe Iachini. L’allenatore che sa bene che questa è una partita in cui tutto vale il doppio. Ma che i punti in palio sono sempre tre che alla Fiorentina adesso servono per conquistare la salvezza.

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Se il messaggio sia stato recepito, sarà chiaro soltanto oggi pomeriggio, ma la speranza della città è che non sia già troppo tardi.

UNA BATTAGLIA

Di mezzo c’è tutto. Dalla salvezza all’orgoglio, questa volta ancora di più perché di fronte ci sono gli storici avversari. Davanti al centro sportivo vengono ripetuti gli inviti a “correre”, a tirare fuori gli “attributi”. E vari altri cori che chi frequenta gli stadi (in assenza di Covid) con gli spalti pieni, conosce a memoria.

Si alza alto anche l’inno di Narciso Parigi in segno di massimo incitamento e ai giocatori viene chiesto di battagliare, di onorare la casacca che vestono. Così come era stato fatto più di un mese fa prima della sfida contro il Parma quando in panchina c’era ancora Prandelli.

Il messaggio simile ma attuale viene ribadito anche attraverso un megafono e la sintesi è più o meno questa: «In una squadra è necessario aiutarsi gli uni con gli altri, bisogna salvarsi. Con la Juve deve essere una battaglia da combattere per tutta la città.

Una maglia da onorare attraverso 11 leoni, consapevoli che dietro la Fiorentina c’è un popolo che si aspetta una reazione forte». Le critiche e gli incitamenti sono per i giocatori, la società non è in alcun modo toccata da cori e striscioni.

Ma il direttore generale Joe Barone, reduce fra l’altro dalla pesante sconfitta per 4-0 incassata dalla Primavera contro l’Empoli, esce a parlare con i tifosi. Nel piazzale di fronte al centro sportivo c’è infine uno striscione contro la Juventus che fa rifermento pure alla SuperLega.

Che tanto ha fatto discutere in settimana e contro cui si è schierato fra gli altri in modo deciso il presidente Rocco Commisso.

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