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Sorrisi & promesse. Ma com'è difficile dare un senso al nulla

Tutto a posto ragazzi. Il numero uno bis dice che la Fiorentina sta alla grande. Sguardo dritto verso il futuro e sorriso stracarico di ottimismo. Nemmeno un politico, o un venditore di auto usate (spesso si somigliano, tra l’altro).

Così scrive La Repubblica. Sentenzia Cognigni Mario, l’uomo più fidato di Della Valle Diego: «La Fiorentina sta in ottima salute e, soprattutto, in questo periodo sta molto bene». Sembra un bollettino medico, ma in realtà è la versione dorata del momento della Fiorentina, quello che per ora potrebbe esaltare solo un folle, ma pensandoci bene, forse è più giusto uscire dal tunnel del pessimismo cosmico e ricordarsi sempre che se il presente è grigio, il futuro è fatto di splendenti arcobaleni viola.

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Il numero uno bis cerca di sorridere alla nebbia del momento, ma lui è oltre, perchè il progetto è un cosa maledettamente seria, e qui nessuno si farà trovare impreparato. E poi c’è la famiglia, che col contagocce si presenta ai giocatori.

Prima di Bologna Diego e Andrea fecero una breve ma intensa comparsata da tre punti tondi tondi. Ieri dal centro sportivo è passato Filippo Della Valle, figlio di Diego. La famiglia, insomma, gira intorno alla Fiorentina di Pioli, una delle peggiori degli ultimi anni.

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E ora c’è il Chievo, e il tecnico dice una roba che anche monsieur De Lapalisse avrebbe da ridire. «Faremo di tutto per battere il Chievo». Ecco. Ma un motivo c’è, dietro questa frase talmente ovvia da far venire i brividi.

Perchè la Fiorentina di Pioli non vince al Franchi dal 3 dicembre.

Ultima vittoria contro il primo Sassuolo di Iachini (3-0). Tutto facile, una grande illusione, in pratica. Poi una grande fatica. Di sicuro la squadra, quando è lontana da casa, sente meno pressione addosso. E così gioca con meno ansia, perchè solo quella può spiegare il tracollo al Franchi col Verona, con i giocatori in confusione e i tifosi umiliati da tanta pochezza.

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A Bergamo la Fiorentina ha dimostrato di essersi ripresa. L’Atalanta gioca e fa giocare: la squadra di Pioli è stata al gioco. Il nodo da sciogliere sono gli errori davanti alla porta. La partita col Chievo è l’occasione giusta per prendere a calci i fantasmi e ritrovare la serenità.

Ma in realtà da qui alla fine manca molto.

Agganciare l’Europa sarebbe un miracolo, ma il calendario è teoricamente alla portata della Fiorentina, e anche solo lottare contro l’impossibile sarebbe una bella motivazione per una squadra costruita senza obiettivi (grave errore).

Pioli è bravo a cercare il sorriso dentro il nulla. Lo fa con sincerità e dedizione. In fondo lui è la faccia più serena di questa Fiorentina, insieme a quelle di Antognoni e Salica, gente che non ama cavalcare l’arroganza del potere.

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