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Siemieniec (all. Jagiellonia): «Non siamo a Firenze per una passeggiata»

Il tecnico dello Jagiellonia sfida la Fiorentina al Franchi: «Dobbiamo ribaltare un 3-0 pesante, novanta minuti potrebbero non bastare»

Alla vigilia della sfida di ritorno dei playoff di Conference League contro la Fiorentina (si riparte dal 3-0 per i viola), l’allenatore dello Jagiellonia Adrian Siemieniec ha parlato in conferenza stampa dalla sala media, presentando così il match in programma domani alle 18.45 all’Artemio Franchi. 

MISSIONE DIFFICILE. Il tecnico polacco non ha voluto svelare le scelte di formazione: «Non anticipo chi scenderà in campo. Di certo non siamo a Firenze per una semplice passeggiata. È facile dire che il calcio è imprevedibile, ma la realtà è che dobbiamo ribaltare un risultato pesante. Mi aspetto una prova seria in uno stadio che, al di là dell’impatto estetico, ha una grande storia. Chi ha condiviso questo percorso con noi negli ultimi anni conosce l’importanza della gara, a prescindere dall’andata. Il nostro obiettivo è uno solo: vincere. Tutti vogliono dare il massimo per passare il turno. Era già complicato prima della prima partita, ora lo è ancora di più. E magari novanta minuti potrebbero non essere sufficienti». 

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PIÙ CONVINZIONE. Siemieniec ha poi richiamato un precedente europeo: «Ci è già capitato di dover rimontare un passivo importante, contro l’Ajax. In quel caso non eravamo allo stesso livello dell’avversario. Oggi, dopo quasi due anni, abbiamo maggiore fiducia nei nostri mezzi. Non siamo qui rassegnati, anzi. Ho rivisto la Fiorentina di recente: sta vincendo, ha sistemato la fase difensiva, è forte nei contrasti e pericolosa sui calci piazzati. Sappiamo bene che sarà una sfida molto complicata». 

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ISPIRAZIONI ITALIANE. Interrogato su eventuali modelli italiani, l’allenatore ha risposto: «Ho apprezzato le parole di Vanoli e lo ringrazio per la stima nei miei confronti e verso la squadra. Per me conta molto. Cerco di crescere osservando gli altri, senza fare paragoni. Ognuno ha il proprio cammino. Non seguo una filosofia unica, ma traggo spunti da ogni confronto, anche dall’ultima gara: mi ha colpito la solidità difensiva della Fiorentina e la capacità di concedere pochissimo. Questo è fonte di ispirazione. In Italia ci sono diversi tecnici che ammiro». 

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CLIMA FAVOREVOLE. Sul passaggio dai -8 gradi di Bialystok ai oltre 15 di Firenze, ha commentato con leggerezza: «Quando abbiamo visto il sole eravamo contenti. Le condizioni sono ideali per una partita del genere. Il freddo dell’andata può aver inciso inizialmente, ma siamo felici di giocare anche con temperature più miti». 

AMBIZIONI FUTURE. Infine, uno sguardo al futuro personale: «Alleno da quattordici anni e credo di aver costruito un percorso solido. Ora però penso solo allo Jagiellonia. Ho sogni e magari un giorno potrò ambire a campionati importanti come la Serie A, ma la strada è ancora lunga. Non mi sento inferiore a nessuno. Ho preso questa squadra quando lottava per non retrocedere e in poco tempo ci siamo ritrovati a competere per il titolo, che poi abbiamo conquistato. Essere pronti significa superare i dubbi e uscire dalla propria zona di comfort».


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